Via Giulia Presutti. Non è una nuova strada di Roma, ma l’esito di qualche ricattino interno, viene da pensare, a Report. La giornalista rinuncia alla conduzione dopo il confronto tra redazione e vertici Rai. Era stata scelta con Daniele Piervincenzi per il dopo Ranucci. Piervincenzi resta. Per il secondo nome si fa strada Claudia Di Pasquale, storica inviata di Report. L’azienda conferma l’obiettivo di tornare in onda l’8 novembre. E intanto a via Teulada il clima si fa edificante.

Salvo Sottile, nuovo conduttore di Ore 14, incrocia nel cortile della Rai Bernardo Iovene e Luca Bertazzoni, inviati storici di Report. Lui saluta. Volano insulti. «Venduto», «pezzo di merda», secondo la ricostruzione dell’episodio. Sottile conferma: «Sono volate parole grosse». Iovene ridimensiona: «Un saluto tra vecchi amici». La Rai avvierà verifiche sull’accaduto. Bell’ambientino, a via Teulada. Lo scontro arriva dopo le polemiche sui post pubblicati da Sottile sulla vicenda Ranucci. Il consigliere Rai Roberto Natale aveva contestato il tono di quelle pubblicazioni. Sottile replica di avere semplicemente rilanciato articoli di altri colleghi. Ranucci, invece, difende la sua squadra e parla sui social di «arroganza» e «miserie» di chi si sente protetto dal potere.

La questione Report approderà intanto in Consiglio di amministrazione Rai. Sul tavolo ci sono la rimozione di Ranucci, la nuova conduzione e il nodo dell’autonomia editoriale del programma. Ma la partita non è soltanto sindacale o televisiva. Nelle carte dell’inchiesta sull’attentato a Ranucci compare infatti l’inchiesta sullo Zimbabwe. Il 29 giugno Ranucci scrive a Valter Lavitola e gli invia materiale relativo a un’intervista realizzata da Kenneth Nyangani, giornalista di The Standard. Il tema sono gli affari nel mercato dei carbon credit in Zimbabwe e alcuni investitori italiani che sostengono di essere stati truffati da un socio locale. Ranucci riferisce di avere parlato con un funzionario dell’ambasciata italiana e chiede a Lavitola i dati del «corruttore millantatore». Lavitola domanda se servano per l’intervista. Ranucci risponde: «Non lo metterei nell’intervista, serve per nostra inchiesta». Il 5 luglio The Standard pubblica l’intervista. Poi l’articolo viene rimosso.

Il particolare non è secondario: Lavitola aveva interessi proprio in Zimbabwe e proprio nel business dei carbon credit. Al centro c’è Future Awaits Holdings, società che puntava a sviluppare progetti di crediti di carbonio su circa 96mila ettari. Tra gli interlocutori locali c’è Benjamin Chimutengo. È questa la vicenda che ora interessa gli investigatori: Ranucci prepara un’inchiesta sullo Zimbabwe, chiede informazioni a Lavitola e gli invia la bozza dell’intervista. Lavitola, nello stesso settore, aveva interessi economici. La mail è agli atti. Il resto lo dovranno stabilire i magistrati. Intanto, a Report, si litiga per i conduttori. E a via Teulada si passa direttamente agli insulti.

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Ph.D. in Dottrine politiche, ha iniziato a scrivere per il Riformista nel 2003. Scrive di attualità e politica con interviste e inchieste.