Una Stasi ‘in salsa romana’, la delazione ai tempi del Coronavirus. È la controversa iniziativa del Comune di Roma che sul proprio sito ha lanciato un sistema di segnalazione per consentire ai suoi cittadini di notificare alle forze dell’ordine assembramenti di persone, vietati dalle recenti disposizioni del governo.

“Ci sono assembramenti di persone che ritieni in contrasto con le regole dell’emergenza sanitaria? Puoi segnalarli direttamente all’Autorità competente con il SUS (Sistema Unico di Segnalazione) attivo sul portale istituzionale di Roma Capitale. È semplice, segui le istruzioni”, si legge nel tweet del comune Capitolino guidato dalla grillina Virginia Raggi, che spiega con una grafica come effettuare le segnalazioni.

Dei rischi su privacy e ‘tenuta democratica’ con la diffusione di un sistema simile di “caccia all’untore” ne è ben conscio Christian Raimo, scrittore e assessore del Terzo Municipio di Roma. “Per fortuna che a Roma non funziona un ca..o – commenta Raimo – e il tempo che uno segnala un assembramento siamo arrivati a maggio, ma è una delle cose peggiori che ho visto in questi giorni, che capisco siano difficili per tutti”.