Salvata in extremis la possibilità di partecipare ai Giochi Olimpici di Tokyo 2021, con l’approvazione il 26 gennaio scorso del decreto legge sull’autonomia del Coni, con l’Italia che praticamente all’ultimo minuto aveva evitato il rischio di partecipare alle Olimpiadi in Giappone senza inno e bandiera per la nota questione dell’autonomia del Coni, è ancora una volta la politica ad avere tra le mani il destino sportivo del Paese.

Questa volta l’Italia rischia con gli Europei di calcio 2020 (ormai 2021, rimandati di un anno causa pandemia): la manifestazione itinerante, che si disputerà in più Paesi, dovrebbe vedere quattro partite disputarsi allo Stadio Olimpico di Roma tra l’11 giugno e il 3 luglio, tra cui la partita inaugurale della kermesse tra Italia e Turchia.

Roma che però rischia di perdere le sue partite se non garantirà la presenza del pubblico, almeno il 20-25%: chi non potrà garantire l’ingresso in sicurezza verrà infatti escluso dalla UEFA. Domani l’ente europeo del calcio riceverà infatti dalle federazioni nazionali la comunicazione ufficiale dell’impegno a far andare il pubblico allo stadio: ogni Federazione dovrà fornire anche una percentuale minima di spettatori ammessi.

Secondo quanto riportato da Repubblica, venerdì dallo staff del ministro della Salute Roberto Speranza è partita una richiesta di un parere al Comitato tecnico scientifico, che però non ha fornito indicazioni precise in quanto al momento non è possibile prevedere la situazione epidemiologica di giugno.

Altra data chiave è il 19 aprile, quando l’esecutivo ratificherà programma e sedi definitive, che saranno annunciate il giorno dopo nel Congresso.

I tempi quindi sono strettissimi e c’è chi punta ad inserirsi nella corsa per ospitare più partite: è il caso dell’Inghilterra di Boris Johnson, che grazie al successo della sua campagna vaccinale punta a riaprire gli impianti di Premier League già a maggio con 10mila spettatori.

La mossa della UEFA va in decisa controtendenza rispetto a quanto deciso dal CIO, il Comitato olimpico internazionale, che per le Olimpiadi di Tokyo ha invece deciso di vietare la kermesse agli spettatori proveniente da fuori il Giappone, riducendo drasticamente anche il numero dei dirigenti delle varie delegazioni.

COME SI SVOLGE EURO 2020 – I campionati europei di calcio si svolgeranno dall’11 giugno all’11 luglio, con la finale prevista allo stadio Wembley di Londra, attraversando 12 città europee. Secondo i piani, che andranno confermati con la garanzia delle diverse Federazioni di poter ospitare i tifosi negli impianti, Euro 2020 sarà diviso così: tre gare della fase a gironi e un quarto di finale si disputeranno a Baku (Azerbaigian, Olimpiya Stadionu) a Monaco di Baviera (Germania, Fuball Arena Munchen), a Roma (Italia, stadio Olimpico) e a San Pietroburgo (Russia, Saint Petersburg Stadium); altre gare della fase a gironi e un ottavo di finale si giocheranno rispettivamente a Bucarest (Romania, Arena Naional), Budapest (Ungheria, Ferenc Puska’s Stadium), Amsterdam (Olanda, Johan Cruijff Arena), Bilbao (Spagna, Estadio de San Mamés). Dublino (Irlanda, Dublin Arena), Copenhagen (Danimarca, Parken Stadium) e Glasgow (Scozia, Hampden Park). Al Wembley Stadium di Londra si disputeranno tre gare della fase a gironi, una gara degli ottavi, semifinali e finale.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia