La pandemia non frena gli scontri sul Cardarelli, la più grande azienda sanitaria del Sud. Con una lettera di quattro pagine Enrico Trombetta, amministratore delegato della Romeo Gestioni, comunica al direttore generale Giuseppe Longo di organizzarsi perché tra pochi giorni – dal 14 aprile, o al massimo dal 15 maggio – dovrà gestire quello che tecnicamente si definisce un “passaggio di cantiere”.

I rapporti sono tesi. La Romeo Gestioni si occupa dal 2014 della pulizia delle aree ospedaliere a basso, medio, alto e altissimo rischio mentre la controparte, il Cardarelli, non perderebbe occasione per rendere il rapporto duro e conflittuale. Trombetta, con la consulenza dei legali della Romeo Gestioni, ha scritto al direttore generale, a quello sanitario e amministrativo dell’azienda ospedaliera. Ma doverosamente ha informato il prefetto Marco Valentini e il governatore campano Vincenzo De Luca della grana che è ormai alle porte.

Un passaggio di cantiere dopo circa sei anni di lavoro all’interno dell’azienda ospedaliera si trasforma in un passaggio di appalto che riguarda 365 dipendenti che in nome e per conto della Romeo Gestioni si occupano delle pulizie dell’intero Cardarelli. Mettendo momentaneamente da parte altri motivi di “scarsa comprensione”, le due parti dovrebbero viaggiare, se non sorridendosi, almeno tenendosi uno accanto all’altro per il bene della sanità in un momento in cui tutta l’Italia è sotto minaccia del Coronavirus.

“La salute di quei 365 dipendenti è una vostra incombenza”, avrebbero chiarito alla Romeo i dirigenti del Cardarelli. Volendo dire: visto che avete l’appalto delle pulizie, accertatevi che nessun addetto ai lavori si contagi. Ma i tamponi rappresentano una rarità. È un compito pubblico, una tutela obbligatoria non solo per medici e infermieri ma per tutto il personale psicologicamente più debole che lavora in strutture sanitarie ed è esposto a contagi. Bene, due dipendenti che per la Romeo Gestioni provvedono alle pulizie nel Cardarelli risultano ufficialmente contagiati dal Coronavirus. Fatto grave per loro e per tutta l’organizzazione perché i due dovranno rispettare la quarantena e con loro dovranno assentarsi dal lavoro per due settimane altri dipendenti che hanno condiviso stessi turni, locali, spogliatoi. Il numero degli “assenti giustificati” potrebbe raggiungere quota cento. Grana pesante in piena pandemia per il Cardarelli, per la Romeo Gestioni e per chi frequenta la grande azienda ospedaliera. Ma torniamo al ventilato addio al Cardarelli.

A ottobre dell’anno scorso fu accordata la proroga tecnica semestrale del contratto sottoscritto nel 2014 durante la gestione di Ciro Verdoliva, proroga che si chiuderà entro il prossimo 15 maggio a compimento del passaggio di appalto. Sì, Enrico Trombetta ha comunicato l’indisponibilità della Romeo Gestioni a proseguire ulteriormente nel rapporto in essere: da tempo con la nuova gestione dell’azienda ospedaliera le problematiche sollevate dalla Romeo Gestioni non sono state affrontate e risolte. Eppure, rispetto a chi gestiva prima l’igiene del Cardarelli, la Romeo Gestioni ha procurato all’ospedale un risparmio di circa 20 milioni di euro. Ma la controparte, il Cardarelli, rende insostenibile l’appalto per una rilevantissima esposizione di 16 milioni di euro. Sì, il Cardarelli non paga.

“Tre procedimenti monitori, tuttora pendenti, oltre i quali residua ancora un cospicuo credito non ancora azionato in giudizio, ivi compresi – chiarisce Trombetta nella sua lettera – i canoni ordinari non versati dal mese di ottobre 2019 e degli esborsi vivi che la società vanta tuttora per i costi del lavoro, della sicurezza e dei prodotti in uso”. È un rapporto difficile caratterizzato da incomprensioni che i legali dell’ospedale portano in tribunale: “Azioni temerarie avviate per coprire delle responsabilità sostanziali e non a fronte del pagamento dei corrispettivi. Per le nostre 365 unità di personale Romeo Gestioni sostiene un costo mensile di 900mila euro a fronte degli 830mila che il Cardarelli corrisponde a titolo di compenso mensile complessivo ai lavoratori”.

Si va a avanti a spintoni, con richieste di penali o scomputi di importi contrattuali portate avanti dalla dirigenza del Cardarelli che non considera gli sforzi della Romeo in risorse, uomini e mezzi. Di qui la richiesta di un confronto da organizzare in tempi stretti perché il cambio di appalto dovrà avvenire entro il 14 aprile o il 15 maggio.