Una scuola che divide i suoi studenti in base al censo, ‘fiera’ di descrivere la discriminazione e ghettizzazione di ragazzi e ragazze sul suo stesso sito ufficiale. Succede a Roma, all’Istituto Comprensivo “Via Trionfale” composto da quattro plessi nei Municipi XIV e XV della Capitale. Online si può infatti leggere che “la sede di via Trionfale e il plesso di via Taverna accolgono alunni appartenenti a famiglie del ceto medio-alta”, mentre “il Plesso di via Assarotti, situato nel cuore del quartiere popolare di Monte Mario, accoglie alunni di estrazione sociale medio-bassa e conta, tra gli iscritti, il maggior numero di alunni con cittadinanza non italiana”. Infine la ‘precisazione’ sul plesso di via Vallombrosa, con l’istituto che ricorda sul web come accolga “prevalentemente alunni appartenenti a famiglie dell’alta borghesia assieme ai figli dei lavoratori dipendenti occupati presso queste famiglie (colf, badanti, autisti, e simili)”.

I PRESIDI PRENDONO LE DISTANZE – Una descrizione allucinante, che ha generato una polemica fortissima. A prendere le distanze sono stati gli stessi presidi scolastici. “La scuola è un luogo educativo ed inclusivo, no a forme di categorizzazioni superficiali e inutili” sottolinea Mario Rusconi, presidente dell’ANP-Lazio. “La scuola non può evidenziare eventuali differenziazioni socio-culturali degli alunni iscritti poiché, tra l’altro, oltre a dare una cattiva rappresentazione di sé stessa agli occhi di chi legge corre anche il rischio di originare idee o forme classiste”, ha precisato Rusconi.

LA RABBIA DEL MINISTRO AZZOLINA – Sul caso è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina: “La scuola dovrebbe sempre operare per favorire l’inclusione. Descrivere e pubblicare la propria popolazione scolastica per censo non ha senso. Mi auguro che l’istituto romano di cui ci racconta oggi Leggo possa dare motivate ragioni di questa scelta. Che comunque non condivido”, ha scritto su Facebook.

IL ‘PASSO INDIETRO’ DELL’ISTITUTO – Dopo la bufera per le accuse di discriminazione e classismo, il Consiglio di Istituto dell’Ic di Via Trionfale è intervenuto precisando che non c’era intenti di questo tipo, solamente una “mera descrizione socio economica del territorio”. L’istituto ha inoltre sottolineato di aver proceduto ad “una modifica perché siano rimosse le definizioni interpretate in maniera discriminatoria”.