Ancora una volta l’eccellenza italiana punta a diventare globale. Nel 2018 la startup Shampora, nata dall’idea di due ragazzi romani, Irene Gullotta e Manuel Corona, ha letteralmente rivoluzionato il mondo dell’haircare.

I prodotti per i capelli creati dai due giovanissimi non si basano, infatti, su soluzioni prestabilite, ma mescolano ingredienti utili al singolo cliente per ottenere un prodotto finale unicum per ogni donna. La creazione si basa su algoritmi, trasformando così il mondo dell’haicare in una cosmetica 4.0.

Il primo passo per la creazione dello shampoo, maschera o balsamo è un questionario di circa 30 domande che richiedono risposte precise riguardanti l’età, i trattamenti fatti negli ultimi 3 mesi, lo sport che si pratica, come ci si muove per la città o addirittura se si è stressati. Insomma domande riguardanti i capelli, la pelle, le abitudini, i bisogni e il modo di vivere. Come ultima domanda invece si chiede di rispondere alla fragranza che uno preferisce.

L’algoritmo, una volta terminato il questionario, analizza le informazioni e le trasmette al laboratorio dove si crea la combinazione ad hoc per il cliente. Shampora è un brand etico, sostenibile, trasparente: “Da sempre vogliamo che tutto sia visibile e chiaro, a partire dall’International Nomenclature of Cosmetic Ingredients” ha dichiarato Irene Gullotta a Openinnovation “Ogni scheda ingrediente lo spiega nel dettaglio ed è riassunto anche prima dell’acquisto, quando il prodotto è completo. Non solo: se la giusta composizione per le esigenze dell’utente non viene centrata al primo ordine, Shampora la riformula nuovamente per non deludere le aspettative”.

Inoltre, si può personalizzare il flacone con scritte come ad esempio il nome del cliente. Un’altra chiave vincente di Shampora è il concetto “just in time”, ovvero il prodotto viene realizzato solo su richiesta del cliente. È un sistema che consente all’azienda di non avere stock invenduti in magazzino che rischiano di scadere, un sistema vincente che consente anche di non disperdere materie prime. Il packaging dei prodotti, poi, è realizzato con materiali riciclabili, dalla plastica al cartone.

Il team è composto da più di 20 esperti tra chimici, sviluppatori e ingegneri chimici che studiano la richiesta e stilano la formula più adeguata in linea con la stessa. Un plus del processo di sviluppo, inoltre, riguarda gli ingredienti utilizzati, che sono naturali, privi di parabeni, siliconi e petrolati e che non vengono testati sugli animali.

Rendere i prodotti beauty tailor-made alla portata di tutti è la nostra sfida e quindi vogliamo rafforzare la nostra posizione di azienda di prodotti per capelli personalizzati: ricerca e sviluppo, produzione, commercializzazione direct-to-consumer e logistica sono integrate fin dall’inizio nei nostri processi e, se la nostra community ce lo chiederà, arriveremo fino a casa di ogni cliente per applicare i prodotti direttamente sui suoi capelli”, ha spiegato Manuel a Startuptalia.

La startup ha analizzato circa 300mila tipologie di capelli di donne solo in Italia e il boom di acquisti lo ha avuto durante la pandemia. Grazie a questo i ragazzi hanno avuto la possibilità di portare in cassa nuovi fondi, convincendo all’investimento di CDP Venture Capital Sgr, i soci di Italian Angels for Growth (IAG), Finbeauty, Gisev Family Office e LVenture Group.

In Italia, infatti, hanno già venduto 100mila prodotti personalizzati e chiuso un round di investimenti da 3 milioni di euro. Ora la loro ambizione è vendere 1 milione di soluzioni all’anno e diventare un brand globale. Ad oggi il marchio è presente in Italia, in Spagna e in Francia: le prossime tappe saranno Germania e Regno Unito.

Laureata in relazioni internazionali e politica globale al The American University of Rome nel 2018 con un master in Sistemi e tecnologie Elettroniche per la sicurezza la difesa e l'intelligence all'Università degli studi di roma "Tor Vergata". Appassionata di politica internazionale e tecnologia