Dopo aver trascorso cinque anni ingiustamente in prigione, un uomo è stato scaglionato e prosciolto dall’accusa di omicidio e dalle accuse aggiuntive di possesso o vendita e uso illegale di armi. Herbert Alford, nato nel Michigan, ora è un uomo libero ma ha deciso di portare avanti la sua battaglia denunciando la società di autonoleggio Hertz che non ha fortino la la prova schiacciante della sua innocenza, evitandogli così la prigione. Infatti, la società ha completamente ignorato la richiesta di comparsa come testimone e possessore di prove dell’innocenza dell’uomo non rispondendo mai alla richiesta degli avvocati White e Russek, difensori di Alford. Secondo gli avvocati, la prova della ricevuta del noleggio dell’auto, gli avrebbe permesso di proscioglierlo prima.

L’accusa di omicidio risale al 2011 quando Alford, all’epoca 38enne, è stato erroneamente identificato come l’uomo armato che uccise il 23enne Michael Adams nel parcheggio del centro commerciale del Lansing. Adams venne colpito alla schiena mentre stava scappando. Alcuni testimoni hanno riportato alla polizia il numero di una targa d’auto sulla quale l’assassino era salito dopo aver commesso il delitto. L’auto era stata registrata nel 2002 a un uomo di nome Willie Pentecost. Altri testimoni hanno fortino la descrizione dell’uomo ricercato come un uomo di colore con le treccine. Anche la stessa madre della vittima ha detto alle forze dell’ordine che aveva sentito chiamarlo “Herb“. Dopo varie indagini, nel 2016 Herbert Alford viene condannato poiché non aveva un alibi, anzi l’unico possibile non fu presentato in udienza. Infatti, l’azienda Hertz si era dichiarata completamente estranea ai fatti non rispondendo neanche alla domanda degli avvocati di mostrare la ricevuta di pagamento dell’uomo.

Alford, però, lo scorso anno ha vinto la sua battaglia. E’, infatti, riuscito a provare che pochi minuti prima dell’omicidio del ragazzo, si trovava nell’aeroporto di Lansing distante circa 20 minuti dal luogo dell’omicidio e aveva appena noleggiato un autovettura.

Nella denuncia ottenuta dalla CNN gli avvocati scrivono: “Se gli imputati non avessero ignorato e disobbedito a numerosi ordini del tribunale che richiedevano loro di produrre la documentazione che alla fine ha liberato il signor Alford, non avrebbe trascorso più di 1.700 giorni in carcere“.

Dall’altro canto l’azienda si difende dicendo che: “la società è profondamente rattristata nell’apprendere dell’esperienza del signor Alford. Anche se non siamo stati in grado di trovare il record storico di noleggio dal 2011 quando è stato richiesto nel 2015, abbiamo continuato i nostri sforzi in buona fede per individuarlo. Con i progressi nella ricerca dei dati negli anni seguenti, siamo stati in grado di individuare il record di noleggio nel 2018 e di fornirlo prontamente“.

Nonostante nessuno gli ridarà mai i cinque anni trascorsi in carcere, oggi Alford sta cercando di riorganizzarsi la vita e spera anche nel risarcimento per i danni.

Laureata in relazioni internazionali e politica globale al The American University of Rome nel 2018 con un master in Sistemi e tecnologie Elettroniche per la sicurezza la difesa e l'intelligence all'Università degli studi di roma "Tor Vergata". Appassionata di politica internazionale e tecnologia