Sarebbe di almeno 80 vittime, secondo fonti iraniane, il bilancio dell’operazione “Soleimani Martire” avviata poco prima della mezzanotte italiana dall’Iran. Una salva di missili balistici lanciati contro basi militari irachene che ospitano truppe americane per reagire all’uccisione del generale Qassem Soleimani. L’operazione si è conclusa nel giro di un’ora ed è partita nello stesso orario in cui è stato ucciso Soleimani, oggi sepolto nella sua città natale, a Kerman.

LE ACCUSE IRANIANE –  L’Iran “non cerca un’escalation o una guerra ma si difenderà da ogni aggressione”, ha spiegato via Twitter il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif, parlando di una risposta “proporzionata” di legittima difesa in linea con l’articolo 51 della Carta Onu. “L’Iran ha lanciato oltre una decina di missili balistici contro militari statunitensi e delle forze di coalizione in Iraq. Hanno colpito almeno due basi militari irachene che ospitano truppe statunitensi, al-Asad ed Erbil”, ha precisato il Pentagono, confermando l’attacco rivendicato dai Pasdaran che hanno minacciato anche Israele e gli altri alleati Usa, intimando agli americani di lasciare la regione.


MILITARI ITALIANI NEI BUNKER – Per ora non risultano vittime tra le forze Nato in Iraq, comprese quelle del contingente italiano a Erbil, con i militari rifugiatisi in appositi bunker. L’esercito iracheno ha inoltre reso noto che nessun soldato locale è stato colpito nell’attacco iraniano. In totale, riferiscono sempre fonti irachene, sono stati lanciati dall’Iran 22 missili.

“VALUTIAMO I DANNI” – Il presidente Donald Trump ha riunito il consiglio di sicurezza nazionale alla Casa Bianca, anche con il segretario di Stato Mike Pompeo e il ministro della Difesa Mark Esper. In mattinata parlerà alla nazione.

“Valutazione delle vittime e dei danni in corso ora. Fin qui tutto bene! Abbiamo di gran lunga l’esercito più potente e ben equipaggiato al mondo”, ha twittato il tycoon. La grande base aerea di al-Asad, nella provincia di Anbar, è stata raggiunta da almeno 6 missili mentre un razzo ha colpito Erbil. Secondo informazioni di stampa non confermate, sarebbero stati lanciati missili anche in altre città irachene, compresa Baghdad.

DI MAIO CONDANNA L’ATTACCO – Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio con un post su Facebook ha condannato l’atttacco iraniano alle basi Usa in Iraq: “È accaduto quello che temevamo. L’Iran ha risposto al raid Usa lanciando decine di missili contro le basi militari di Ayn al-Asad e di Erbil in Iraq. Entrambe ospitano personale della coalizione internazionale anti-Isis, di cui fa parte anche l’Italia. Seguiamo con particolare preoccupazione gli ultimi sviluppi e condanniamo l’attacco da parte di Teheran”, continua il ministro degli Esteri. “Si tratta di un atto grave che accresce la tensione in un contesto già critico e molto delicato. In queste ore difficili esprimo a nome del governo anche tutta la mia vicinanza ai nostri militari e li ringrazio. Purtroppo è la storia che si ripete. Invitiamo entrambe le parti alla moderazione e alla responsabilità», conclude il ministro.