La prospettiva di fare l’ago della bilancia nella prossima legislatura, magari riuscendo a imporre l’uscita di scena dall’esecutivo delle ali più ‘estreme’ delle due alleanza di centrodestra e centrosinistra e consentire a Mario Draghi di proseguire l’esperienza di governo a Palazzo Chigi, sembra remota.

È questo quanto emerge dagli ultimi sondaggi per il Terzo Polo, l’unione di Azione di Carlo Calenda e Italia Viva di Matteo Renzi che per ora non fa la forza. Le prime rilevazioni effettuate dopo l’intesa elettorale tra i due movimenti vedono infatti l’alleanza a cifre lontane da quanto auspicato da entrambi i leader.

Stando alle rilevazioni GDC diffuse il 15 agosto scorso, Calende e Renzi raccoglierebbero il 5,1%. Per l’istituto Demopolis la situazione è leggermene migliore, ma non da far spiccare il volo: Azione e Itali Viva farebbero registrare un 5,3%. Quindi il sondaggio di Enzo Risso, commissionato dalla Lega e pubblicato da Libero (dati dall’8 al 12 agosto), che analizza le due formazioni separatamente; Italia Viva sarebbe al 2% e Azione al 2,3%, sotto quota cinque per cento.

Non è dunque un caso se proprio oggi Matteo Renzi, intervenendo a Radio 24, abbia quasi deciso di abbassare l’asticella del risultato del ‘suo’ Terzo Polo. “Non c’è un obiettivo numerico, c’è un obiettivo politico”, ha spiegato l’ex premier alla domanda su un possibile dieci per cento da raggiungere il prossimo 25 settembre. I risultati attuali dei sondaggi, che vanno presi con le molle, metterebbero il duo Renzi-Calenda dietro al Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, a questo punto con scivolamento a ‘Quarto Polo’.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.