Sei persone per la presentazione del programma di Azione e Italia Viva, il ‘Terzo Polo’ che spera di essere decisivo con i suoi numeri nella prossima legislatura, ma a far rumore sono i due assenti: uno è Matteo Renzi, il leader di Italia Viva che in queste settimane sta agendo “nell’ombra” lasciando spazio al frontman Carlo Calenda, l’altro, e non poteva essere altrimenti, è il presidente del Consiglio Mario Draghi, citato più volte dallo stesso numero uno di Azione che ha citato come obiettivo quello di riaverlo a Palazzo Chigi.

Alla presenza di Mara Carfagna, Luigi Marattin, Maria Elena Boschi, Maria Stella Gelmini ed Elena Bonetti, il leader di Azione Calenda ha presentato questa mattina il programma di governo dei due partiti che si presenteranno assieme per il voto del 25 settembre.

Diversi i punti chiave del programma di cui si è parlato nel corso della conferenza, dal ritorno al nucleare all’abolizione del Reddito di cittadinanza, che secondo la proposta di Azione e Italia Viva va “tolto dopo il primo rifiuto di un’offerta di lavoro congrua” con un “limite temporale di due anni per trovare un’occupazione”, pena la riduzione di un terzo dell’importo. D’altra parte Calenda si dice favorevole all’introduzione di un salario minimo: “Nessuno dovrebbe lavorare per meno di 9 euro l’ora”.

Spazio quindi alla giustizia, con la separazione delle carriere tra giudici e pm, revisione della riforma del Csm e un nuovo sistema di valutazione della professionalità dei magistrati. Riforma anche per la custodia cautelare, mentre Maria Elena Boschi ha colto l’assist lanciato da ieri da Berlusconi per confermare la volontà di rendere inappellabili le sentenze di assoluzione.

Ma le polemiche più infuocate riguardano i rapporti con gli altri partiti e il ruolo di Draghi. Il premier  viene tirato in ballo più volte da Calenda, che lo rivorrebbe a Palazzo  Chigi: “Il nostro obiettivo è semplice: andare avanti con l’agenda Draghi e con il metodo Draghi, avere possibilmente Draghi come presidente del Consiglio, attuare le riforme del Pnrr”.

Per questo l’obiettivo del leader di Azione è conquistare il voto dell’elettorato deluso del centrosinistra e del PD, postatosi a sinistra dopo l’accordo con Sinistra Italiana e Verdi e la rottura proprio con Azione. “Agli elettori del Pd dico: il tornerà 5 minuti dopo le elezioni dai 5 stelle. Basta leggere le dichiarazioni di Orlando e Speranza”, la scommessa di Calenda. Che poi si rivolge anche agli ex alleati di +Europa, che correranno con i Dem: “Siete diventati i dipendenti della sinistra. Ma a persone come Cottarelli, Bonino e Bentivoglio e tanti altri voglio dire: le porte continuano a essere aperte”.

E ancora su Draghi, per Calenda la responsabilità della caduta del governo sono chiarissime, con una ricostruzione che si smarca nettamente da quella proposta da Giuseppe Conte recentemente in una intervista a La Stampa: “Draghi non è caduto perché governava male, ma per l’invidia di Conte, per le voglie di Berlusconi di diventare presidente del Senato e o della Repubblica e la paura di Salvini di vedere cadere i propri consensi in favore della Meloni”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia