Fratelli di, compagni, mariti di… Le Parlamentarie del Movimento 5 Stelle che si tengono nella giornata odierna per decidere chi saranno i candidati pentastellati alle prossime elezioni politiche del 25 settembre rischiano di trasformarsi in “Parentarie”.

Ad agitare le acque del partito non c’è infatti solo il ‘listino’ dei 15 fedelissimi del presidente Giuseppe Conte, parlamentari e membri della società civile che dovrebbero sfruttare collegi ‘blindati’ per tornare o entrare per la prima volta in Parlamento.

L’altro punto che sta provocando divisioni e commenti al vetriolo nelle chat e sui social riguarda i “casi di famiglia”. Tra le autocandidature approvate per Camera e Senato spiccano infatti alcuni cognomi noti, parentele eccellenti di chi in Parlamento già c’è o che ha ricoperto ruoli di rilievo nel Movimento.

Le “famiglia d’arte” grilline con la passione per la politica sono diverse. Si va da Davide Buffagni, fratello del deputato ed ex viceministro allo Sviluppo economico Stefano Buffagni, a Ergys Haxhiu, compagno della ministra delle Politiche giovanili Fabiana Dadone, non più candidabile per il limite dei due mandati. Il programmatore correrà nel collegio Piemonte 2.

Quindi spazio ai familiari stretti, come Paolo Trenta, fratello dell’ex ministro della Difesa nel primo governo Conte Elisabetta. Altro parente eccellente è Samuel Sorial, fratello dell’ex deputato Giorgio Sorial, che si presente nel collegio Lombardia 3.

Poi, come sottolinea oggi il Corriere della Sera, tra le centinaia di candidature un importante spazio è riservato alla ‘vecchie conoscenze’ pentastellate. È il caso di Andrea Mazzillo, per un anno assessore al Bilancio nella giunta capitolina di Virginia Raggi, degli ex deputati Paolo Bernini e Michele Dell’Orco o dell’ex senatore (dal 2013 al 2018) Bruno Marton, poi diventato collaboratore di Vito Crimi.

In Calabria è invece in corso uno scontro senza precedenti per la norma che consente, per la prima volta nella storia del Movimento, la candidatura anche in un collegio diverso da quello di residenza, purché in esso il candidato abbia “il centro principale dei propri interessi”. Sarebbe questo il caso della deputata uscente Vittoria Baldino, eletta nel Lazio alle passate politiche e candidata in Calabria per questa tornata.

Secondo quanto appreso dall’AdnKronos, la sua candidatura è stata oggetto di un esposto inviato a Giuseppe Conte e al Comitato di garanzia pentastellato da Alessia Bausone, iscritta M5S ed ex candidata alle regionali, la quale chiede di valutare “l’eventuale violazione dell’art. 3 del Codice Etico” da parte di Baldino “in quanto – scrive Bausone nell’esposto – beneficiaria” di una presunta “attività clientelare del Dott. Davide Tavernise”, capogruppo M5S in Regione Calabria, il quale, accusa l’attivista, avrebbe mobilitato i suoi portaborse per sostenere la candidatura di Baldino

 

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia