Carlo Calenda contro tutti. Il leader di Azione e frontman del Terzo Polo assieme a Italia Viva di Matteo Renzi chiede “almeno un confronto tra i leader delle quattro coalizioni”, definendo “necessario” perché “aiuterebbe gli italiani a valutarne la consistenza e la preparazione”.

Da Calenda dunque un appello ad Enrico Letta, Giorgia Meloni e Giuseppe Conte, di cui pubblica le foto su Twitter come ad invitarli ad una risposta alla sua richiesta di un confronto televisivo in vista del voto del prossimo 25 settembre. 

Sempre in casa Terzo Polo vanno registrate le parole dei due leader, lo stesso Calenda e Renzi. Il segretario di Azione ha rilanciato l’invito a quella responsabilità che i partiti più volte hanno invocato (e tradito). “Sei mesi e ci sarà la crisi, chiunque vinca. Per questo servirà una coalizione dei responsabili” sostiene in un’intervista al Corriere della Sera. Per Calenda quindi “la strada è quella di un governo Draghi o di un governo ispirato al suo metodo”. “Non ci sono due poli ma quattro e serve un confronto tv con tutti”, spiega.

Calenda si dice anche convinto che non sia impossibile fermare la vittoria del centrodestra. “Il proporzionale conta moltissimo in queste elezioni. E sei noi prendiamo dal 10% al 15%, si può fermare questo gioco della politica contro che ha dilaniato il Paese negli ultimi trent’anni”. E aggiunge: “Siamo partiti a Roma con i sondaggi al 6% e abbiamo finito al 20%. Il nostro risultato servirà ad obbligare questi partiti irresponsabili ad andare avanti con Draghi invece di ricominciare a demolire il lavoro fatto”.

Intervenendo invece alla ‘sua’ Radio Leopolda, Matteo Renzi ha spiegato che il passo indietro sulla candidatura a frontman del Terzo Polo “l’ho fatto volentieri, consapevole che questo progetto va ben oltre il 25 settembre, va verso le europee e le amministrative e può dare un tetto a tanta gente dopo le elezioni. Io sono molto ottimista”. 

Un passo indietro che era “l’unica cosa che andava fatta per chiudere la partita del terzo polo. Abbiamo sempre pensato che la politica non sia inseguire un’ambizione personale”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia