Doveva essere “un anno bellissimo”, come disse il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ma il 2019 ormai alle porte vede gli italiani più pessimisti rispetto al passato, con le maggiori preoccupazioni in merito a lavoro ed economia.

IL PAESE NELLA DIREZIONE SBAGLIATA – È quanto rivela il sondaggio realizzato da Ipos per il ‘Corriere della Sera’. Nell’articolo di Nando Pagnoncelli vengono snocciolati alcuni dati che spiegano come lo sguardo sul futuro degli italiani sia ancor più severo di un anno fa. Praticamente un cittadino su due, il 49%, ritiene che il Paese stia andando nella direzione sbagliata, il 10% in più rispetto al dicembre 2018.

PREOCCUPAZIONI E PRIORITA’ DEGLI ITALIANI – Esprime un giudizio positivo sull’economia del Paese soltanto il 15% degli italiani, mentre il 76% è di parere opposto. Male anche nella ‘visione’ di un segnale di ripresa dell’economia, il 53% infatti non la vede all’orizzonte, mentre mentre il 24% ritiene che vi siano alcune avvisaglie e solo una minima parte (2%) è del parere che i segnali di miglioramento siano evidenti.

Le maggiori preoccupazioni degli italiani intervistati da Ipsos sono invece il lavoro e l’economia (77%), mentre tematiche come immigrazione (23%) e sicurezza (22%) sono in netto calo rispetto al dicembre del 2018, calando rispettivamente del 14 e del 2 per cento. Cresce invece la sensibilità ambientale, che arriva al 14% tra le preoccupazioni degli italiani, con un +6% rispetto al 2018.

Le priorità degli italiani restano occupazione e lavoro, con un rilievo nettamente inferiore (44%). Al secondo posto ci sono invece l’ambiente e la mobilità (31%), davanti a situazione politica locale (28%), welfare e assistenza (24%), la sicurezza (20%) e l’immigrazione che con il 7% si è quasi dimezzata rispetto al 2018.

LA DIFFERENZA NORD-SUD – Nonostante le preoccupazioni, gli italiani mostrano di apprezzare la qualità della vita nella zona di residenza in cui si vive. Due italiani su tre (66%) esprimono un giudizio positivo (in calo di 2 punti rispetto al 2018), con punte vicine o superiori all’ 80% nelle regioni settentrionali e centrali. Valutazione ben diversa invece per chi vive nelle regioni meridionali o insulari (49%), qui infatti giudizi positivi e negativi si equivalgono.

LE PROSPETTIVE – Di fronte invece alle prospettive economiche personali e familiari future, praticamente un italiano su due (46%) non si attende cambiamenti, mentre il 24% è pessimista e il 22% ottimista.