I numeri oggi sono incoraggianti ma non siamo a rischio zero. Ci sono focolai. Gli assembramenti visti in questo weekend mi preoccupano molto. C’è un eccesso di rilassatezza. Ma la stragrande maggioranza degli italiani ha rispettato le regole”. Lo dice il ministro della Salute, Roberto Speranza, ai microfoni di Cartabianca, su Rai3. Il bollettino oggi ha fatto segnare 142 nuovi casi e 23 vittime. Un trend che segnala la stabilità della curva del contagio.

Tuttavia il ministro ha lanciato l’allerta per le situazioni a rischio. “Conosciamo il coronavirus molto meglio – ha detto – sul piano genomico non è mutato ed è ancora insidioso: basta alzare lo sguardo e guardare i numeri di paesi come Usa e Brasile. Non siamo a rischio zero, il virus ancora circola e ci sono dei focolai. Dobbiamo conservare le regole che conosciamo anche nelle prossime settimane”. Speranza ha poi parlato del Mes e delle nuove impostazioni sui tampini espresse dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Se non ora quando – ha dichiarato il ministro sull’opportunità di fare ricorso al Mes per investimenti sulla sanità – L’ultima parola spetterà al Parlamento ma penso che queste risorse siano essenziali. Si deve trovare una sintesi. Più risorse ci sono e meglio è – ha concluso – e penso che queste risorse siano essenziali. La via d’uscita è un grande piano per il servizio sanitario nazionale”.

E sui tamponi: “Ho chiesto un parere al Comitato Scientifico e per il momento l’orientamento è mantenere in Italia l’attuale impostazione. L’Oms – ha aggiunto il ministro sulle ultime indicazioni dell’Oms sulla necessità o meno di realizzare due tamponi nell’arco delle 24 ore per sancire la guarigione dal coronavirus. – aveva in mente altri Paesi” che non possono permettersi diagnosi cosi stringenti e “infatti lascia mantenere ad altri le attuali modalità”.