Il rischio è quello di arrivare a 100mila nuovi casi di positivi al covid. È il commento del virologo, consigliere della Casa Bianca Anthony Fauci. Un’eventualità reale qualora i focolai attuali non verranno rapidamente arginati. Le dichiarazioni arrivano nel giorno in cui, negli Stati Uniti, si è raggiunta la cifra record di 48mila contagi, secondo i calcoli del New York Times. Un dato preoccupante per quello che è il Paese più colpito del mondo sia a livello di positivi (10.539,577) che di morti (127.681). A preoccupare in particolare sono le situazioni di tre Stati: la California (con 8.100 nuovi positivi), la Georgia (2.400) e il Texas (7.900).

Proprio per la situazione ancora emergenziale, per il giorno dell’Indipendenza americana, che cade il 4 luglio, le autorità sanitarie hanno chiesto di festeggiare a casa. “State a casa, evitate gite, feste, assembramenti per i tradizionali fuochi d’artificio“, l’appello. “Per favore non mescolate famiglie, anche se pensate che tutti siano in salute, festeggiate con le persone con cui vivete. Abbiamo registrato molti nuovi casi dopo il Memorial Day, non possiamo permetterci un nuovo aumento dopo il 4 luglio”, ha dichiarato Cameron Kaiser, responsabile sanitaria nella contea di Riverside, in California.

Quello dei 48mila contagi è un nuovo record per la quarta volta in una settimana. Perciò Fauci ha lanciato il suo allarme. “Non possiamo concentrarci solo su quelle aree che stanno avendo un’impennata di casi, a rischio è l’intero Paese. Ora abbiamo più di 40.000 nuovi casi al giorno. Non mi sorprenderei se arrivassimo a 100.000 al giorno se la situazione non dovesse cambiare. Quindi sono molto preoccupato“, ha dichiarato Fauci nella sua audizione davanti ai senatori. E sul vaccino ha spiegato come “non ci sono garanzie, e chiunque abbia a che fare con i vaccini potrà confermarvelo, non possiamo affermare che avremo un vaccino sicuro ed efficace, ma siamo cautamente ottimisti; guardando ai risultati sugli animali e i primi dati preliminari  sapremo almeno il grado di efficacia probabilmente già in inverno o nella prima parte del prossimo anno”. Per questo, numeri di contagi alla mano e incertezza sul futuro, è essenziale che ognuno faccia la sua parte. Un appello rivolto soprattutto ai giovani da Robert Redfield, direttore dei Centri per il Controllo delle Malattie:”Non siamo indifesi contro questa malattia. Abbiamo a disposizione strumenti potenti: il distanziamento sociale, l’uso della mascherina in pubblico, il frequente lavaggio delle mani. È fondamentale che tutti noi ci assumiamo la responsabilità  personale di rallentare la trasmissione del coronavirus e dobbiamo abbracciare l’uso universale delle mascherine, mi rivolgo in particolare ai giovani della nostra società, ai millennials e alla generazione Z. E chiedo a chi sta ascoltando di diffondere il più possibile questo messaggio”.