C’è una svolta nel caso dell’ex Cirio, inchiesta per corruzione che punta la lente della Procura di Torre Annunziata sul progetto di riconversione dello stabilimento di Castellammare di Stabia.

I giudici del Riesame di Napoli (presidente Purcaro) hanno accolto le istanze del collegio difensivo ed hanno annullato la misura cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di Adolfo Greco, l’imprenditore stabiese indicato come personaggio chiave del presunto meccanismo di corruttela ipotizzato nelle indagini, dell’architetto Maurizio Biondi, commissario ad acta nominato all’epoca al Comune di Castellammare, e dell’ingegnere Antonio Elefante.

Accolta la tesi del professor Vincenzo Maiello, che difende Greco assieme all’avvocato Ettore Stravino. Accolte anche le istanze degli avvocati Giuseppe Ferraro e Francesco Capasso, difensori di Elefante, e degli avvocati Franco Cantore e Nicola Monda, difensori di Biondi.

Il Riesame ha inoltre annullato la misura cautelare dell’obbligo di firma nei confronti di Angelina Rega, moglie di Greco, difesa dall’avvocato Stefano Montone. Ora si attende di conoscere le motivazioni alla base della decisione del Riesame. Dinanzi al Tribunale della libertà la difesa ha puntato a contrastare la ricostruzione accusatoria della Procura, puntando l’indice, in particolare, contro le intercettazioni telefoniche al cuore delle accuse e contro la loro utilizzabilità. Questioni in diritto, dunque, oltre che nel merito di un’inchiesta che coinvolge non solo imprenditori e professionisti ma anche politici.

Nell’ambito della stessa indagine sulla presunta corruzione per l’affare dell’ex Cirio di Castellammare tra il 2013 e il 2015, la Procura di Torre Annunziata ha difatti chiesto l’autorizzazione alle Camere per procedere con una misura cautelare anche nei confronti di Luigi Cesaro e Antonio Pentangelo. Se, come ipotizzano i difensori, il Riesame ha bocciato l’inchiesta per il passaggio relativo all’utilizzabilità delle intercettazioni è possibile che si apra un nuovo scenario anche per le posizioni dei due politici che si sono sempre detti estranei a ogni contestazione.