È drammatico il bilancio dell’incidente avvenuto questa mattina alle 5 sulla strada statale 170 tra Andria e Barletta, all’altezza di Canosa di Puglia. Tra ragazzi sono morti, investiti all’alba da furgone, mentre era in sella ad una bicicletta elettrica.

A bordo del furgone c’erano alcune persone che si stavano recando a lavoro quando, per dinamiche ancora da accertare, il mezzo ha travolto la bicicletta elettrica. Due ragazzi sono morti sul colpo, un 19enne di Barletta e un 18enne, mentre la terza vittima, un 17enne di Barletta, è morto dopo il trasporto all’ospedale Bonomo di Andria. Qui infatti è arrivato in condizioni critiche, ha avuto due arresti cardiaci ed è stato intubato, ma dopo esser stato sottoposto anche a delle trasfusioni non ce l’ha fatta.

Anche il conducente del furgone è stato trasportato in ospedale per accertamenti, mentre le due persone che viaggiavano con lui sono in caserma a Barletta per tentare di ricostruire con i Carabinieri la dinamica dell’incidente. L’autista del furgone si è fermato per prestare soccorso. Sul caso indagano i carabinieri di Barletta coordinati dal pm di turno della Procura di Trani, Francesco Aiello.

Secondo quanto emerso fin ora dalle indagini, i tre ragazzi avevano passato la nottata in giro tra amici e stavano tornando a casa quando, poco dopo le 5, sono stati travolti e uccisi da un furgone sulla statale 170 tra Barletta e Andria. La bici elettrica con i tre amici proveniva dal centro di Barletta in direzione Andria, nella stessa direzione di marcia viaggiava anche il furgone: il conducente non avrebbe visto nella penombra la bici, sprovvista di fari, travolgendo i tre giovani.

“Non ci sono parole per esprimere il sentimento di dolore per la morte dei tre ragazzi nell’incidente avvenuto stamani sulla statale 170. Ai loro familiari, che stanno vivendo una tragedia immane, giunga il cordoglio mio personale e di tutta la città di Barletta”, ha scritto sui social il sindaco di Barletta Cosimo Cannito commentando l’incidente mortale. “Mi dispiace tantissimo per questi ragazzi, troppo giovani per morire, e per questo voglio dire ai loro coetanei state attenti, siate prudenti. A quell’età ci si sente invulnerabili, forti e non si fa attenzione, ma poi il dolore è grande davanti a una vita spezzata”, ha aggiunto.