Casimiro Lieto, l’autore Rai arrestato con l’accusa di aver corrotto un giudice tributario in cambio di un posto al figlio, era in quota Lega e pochi mesi fa stava, nomina poi saltata, per diventare direttore di Raiuno.

Legatissimo a Isoardi, di cui era autore nella Prova del cuoco, non era amato da moltissime persone. Nell’ultimo periodo aveva lavorato alla Vita in diretta, quella con i peggiori risultati di sempre. E per questa stagione era passato a RaiDue con Simona Ventura.

Il suo arresto e le conseguenze che ha provocato non convincono per almeno tre ragioni.

Prima ragione. Che senso ha arrestare una persona che non è più in grado di fuggire, reiterare il reato o nascondere le prove? I fatti per cui è accusato sono già conclusi e uno sotto la luce dei riflettori non può certo sparire da un giorno all’altro. Non c’era nessun bisogno di questo ennesimo arresto spettacolare ad uso e consumo del sistema mediatico che lo stesso Casimiro Lieto ha cavalcato, ma non per questo si può legittimare ora che si ritorce contro di lui. Gli arresti spettacolo del circo mediatico vanno fermati.

Seconda ragione. Ha sbagliato la Rai, il giorno stesso in cui è stato arrestato, ad iniziare la procedura per sciogliere il contratto con Lieto. Per la legge lui è ancora innocente e gli andava data la possibilità di difendersi prima di cacciarlo via.

Terza ragione. Supponendo che le accuse nei confronti di Lieto si rivelassero vere, il sistema Rai non si cambia mandando le persone in galera. Si cambia cambiando il sistema stesso, rendendo le persone che lavorano meno ricattabili e non in balia di chi ha più potere. Ancora una volta rischia di prevalere la logica del capro espiatorio, della gogna, della vendetta.