La Procura di Milano ha chiuso le indagini sul treno deragliato a Pioltello, l’incidente ferroviario avvenuto il 25 gennaio 2018 e costato la vita a tre passeggere, con 97 viaggiatori rimasti feriti. Per la Procura il disastro ferroviario si è compiuto perchè dal binario si è staccato un pezzo di 23 centimetri di rotaia per “un danneggiamento ciclico irreversibile generato da condizioni di insufficiente manutenzione”. L’avviso di chiusura indagini è stato notificato a 2 manager e 7 dipendenti di Rete ferroviaria italiana (Rfi), alla società e a altri 2 ex vertici dell’Agenzia per la Sicurezza delle Ferrovie, mentre è stata stralciata la posizione di 2 manager di Trenord. I reati contestati a vario titolo sono di disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose, mentre la società Rfi è indagata per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti.

Per i pm milanesi Maura Ripamonti e Leonardo Lesti il binario nei pressi della stazione di Pioltello, dal quale si è staccato un giunto di 23 centimetri, era in “pessime condizioni” e proprio quel cedimento strutturale ha portato il convoglio a deragliare. Il pm Lesti in particolare ha spiegato che l’unico treno diagnostico che operava sulla zona di Milano per individuare eventuali micro rotture su bianari e giunte, le cosiddette cricche, “si chiama treno Galileo che era del 1997 e dal 2006 era fermo. È lo strumento principale diagnostico che l’azienda ha e che era fermo da tempo”.

La prima segnalazione del guasto del giunto che ha ceduto e provocato l’incidente, “è dell’agosto 2017”, hanno spiegato i magistrati, ma “oltre alla scarsità del lavoro sulla linea si segnala anche una cattiva organizzazione delle squadre di manutenzione”. L’intervento di sostituzione, accusano i magistrati, fu programmato per l’aprile 2018, a disastro avvenuto. Per tamponare il problema i pm accusano la società di aver soltanto piazzata una tavoletta di legno sotto il giunto. per evitare che la rotaia sbattesse contro la massicciata.