E’ giallo nel paese di Zandobbio, in provincia di Bergamo. Nella giornata di ieri dopo le 14 è stata trovata morta nel suo ufficio l’impiegata comunale Bruna Calegari, di 59 anni. L’addetta all’ufficio tecnico, sposata e madre di quattro figli, è stata rinvenuta accanto ad una scaletta con alcune gocce di sangue. Al loro arrivo i sanitari del 118 hanno notato alcune ferite al petto e al collo, forse provocate da una forbice. L’unico avvenimento particolare riguarda la mattinata di ieri quando la donna ha discusso con un altro dipendente, un ragazzo del servizio civile. Ma dal colloquio con quest’ultimo i militari hanno escluso l’ipotesi che potesse essere stato lui in quanto non sono emersi sospetti particolari. Intanto, i carabinieri di Bergamo e Trescore Balneario stanno ancora indagando sulla questione. Tra ieri e oggi sono state ascoltate diverse persone tra cui i suoi colleghi e il Sindaco del piccolo comune lombardo, Mariangela Antonioli che ha dichiarato: “Chi poteva voler male a Bruna? Nessuno. Era trasparente e devota al lavoro. La conosco dal 2009, quando sono stata eletta, ma lavorava qui già da tempo, prima all’anagrafe e poi all’ufficio tecnico. Sono sconvolta, è un dolore fortissimo. Speriamo si chiarisca tutto in fretta”.

Secondo le prime ricostruzioni, i colleghi degli altri uffici non avrebbero sentito nessun rumore sospetto ma soltanto un tonfo intorno alle 13. A trovare il corpo della donna è stato il capo geometra, circa un’ora dopo. Ancora non sono chiare le dinamiche dell’accaduto, ma non si esclude nessuna pista. Resta aperta l’ipotesi sia del suicidio che dell’omicidio, anche se gli inquirenti sono al momento cauti. L’impiegata potrebbe essere morta per una caduta, ma in questo caso sono da spiegare le ferite. Per questo motivo la procura ha disposto l’autopsia, nel mentre proseguono le indagini per risolvere il mistero.