Ha destato scalpore la notizia del deturpamento del murale dedicato ad Antonio Gramsci, fondatore del Partito Comunista Italiano e del giornale l’Unità. L’episodio è accaduto oggi a Turi, in provincia di Bari. Il disegno è stato creato in memoria di uno dei più importanti politici e intellettuali del nostro Paese per ricordare la sua reclusione nel carcere di Turi durante gli anni del regime fascista. Vandalizzato con una bomboletta spray rossa, il murale è stato preso di mira da qualcuno che ha pensato bene di mettere sulla fronte di Gramsci la scritta “gay”.

L’atto vandalico è stato subito segnalato da Retake Bari, movimento no-profit dedicato al decoro urbano e alla pulizia della città. Il movimento nato a Roma, poi esteso in diverse città d’Italia, ha come obiettivo la cura dei luoghi e dei beni comuni e promuove la legittima espressione artistica, incoraggiando gli artisti a promuovere il loro lavoro in luoghi pubblici. Inoltre, grazie all’aiuto di molti volontari cercano di riparare i danni procurati da atti di vandalismo che invadono le nostre città. Nel caso di Turi, gli attivisti baresi sono già all’opera per rimuovere la scritta ed intervenire affinché il suo ricordo non venga deturpato da un atto così incivile e barbarico.

Attraverso i social, gli attivisti di Retake Bari hanno segnalato la notizia scrivendo: “Gli amici di Turi ci segnalano l’ennesimo atto vandalico. Siamo in largo Pozzi e tutto ciò non ha bisogno di ulteriori commenti. Siamo disponibili ad aiutarvi. Chiunque voglia e possa aiutarci è benvenuto. Ci auguriamo che da qui possa nascere Retake Turi, difendiamo questa città stupenda e la sua storia”.