Presidente Turrisi, a Roma nasce una nuova Academy nel settore delle telecomunicazioni, in collaborazione tra Sielte e il Polo Pubblico della Formazione Professionale, costituito da Roma Capitale e la Città Metropolitana di Roma Capitale: perché oggi è così urgente investire su questo tipo di formazione?
Perché il sistema delle telecomunicazioni vive una contraddizione evidente: da un lato investimenti ingenti sulle reti, dall’altro una carenza cronica di competenze tecniche che rischia di rallentare la realizzazione delle infrastrutture. La nuova Academy nasce proprio per rispondere a questo squilibrio. Non parliamo di un’iniziativa astratta, ma di un progetto costruito insieme a Roma Capitale e alla Città Metropolitana per formare profili immediatamente spendibili nella filiera TLC, in particolare su rame, fibra ottica e infrastrutture. È una risposta concreta al mismatch di competenze che oggi penalizza il mercato del lavoro e, allo stesso tempo, un investimento sociale, perché intercetta giovani in obbligo formativo- tra i 14 e 17 anni – offrendo loro un percorso professionalizzante e orientato all’occupazione.

Questa Academy ha quindi una duplice valenza, industriale e sociale. Qual è, se dovesse indicarne una, la priorità assoluta?
Nell’anno del centenario di Sielte, una delle priorità che, come gruppo, portiamo avanti con determinazione è costruire competenze vere, certificate e riconosciute dal mercato. Ridurre il mismatch è la condizione necessaria per creare occupazione stabile e di qualità. Ma farlo dentro il sistema pubblico di istruzione e formazione professionale significa anche contrastare la dispersione scolastica, offrendo ai ragazzi un’alternativa concreta e credibile. Il valore del progetto sta proprio nell’integrazione tra queste dimensioni: non formazione fine a sé stessa, ma formazione che porta al lavoro, e non lavoro precario, ma percorsi strutturati che accompagnano la crescita professionale.

Entriamo nel merito dei contenuti. Che tipo di tecnici formerà questa Academy e quanto conta la formazione pratica rispetto alla teoria?
Formeremo operatori e tecnici che lavoreranno realmente nei cantieri: posa e giunzione della fibra, cablaggio, collaudi, sicurezza, manutenzione delle reti. Il percorso è pensato partendo dal campo, non dall’aula. Nel trienno previste oltre mille ore annue, con una componente tecnica e laboratoriale molto rilevante già dal primo anno. Dal secondo anno entrano in modo strutturale stage e alternanza, mentre nel terzo anno l’esperienza pratica diventa ancora più centrale. Il quarto anno, in sistema duale, prevede un equilibrio quasi perfetto tra formazione in aula e formazione in azienda, con attività svolte anche su impianti reali e l’affiancamento diretto dei tecnici Sielte. È un modello che punta a rendere il passaggio dalla formazione al lavoro il più naturale possibile.

Il tema dell’occupazione è centrale. In che modo questa Academy si tradurrà concretamente in inserimenti lavorativi?
Il sistema duale, l’alternanza e l’apprendistato non sono solo parole chiave, ma strumenti operativi. Sielte partecipa al progetto come partner tecnico, non come semplice soggetto esterno. Mettiamo a disposizione competenze, docenze specialistiche, laboratori e accesso controllato ai cantieri. Questo significa che i giovani non vengono formati in modo astratto, ma secondo standard operativi reali, quelli che poi ritroveranno nel mondo del lavoro. I documenti non fissano un tasso numerico di placement per questa Academy, perché il progetto è impostato come sperimentazione nel primo ciclo triennale. Tuttavia, il modello è già collaudato.

A cosa si riferisce quando parla di modello collaudato?
Dal 2014 Sielte realizza Academy in collaborazione con enti di formazione e Agenzie per il Lavoro. In oltre cento edizioni abbiamo formato e inserito in azienda più di mille giovani professionisti, specializzati nelle reti in rame e fibra ottica. Più recentemente, nel 2025, abbiamo realizzato quattro Academy dedicate alla palificazione, formando e assumendo circa trenta risorse oggi operative in diverse regioni. Inoltre, a partire dalla fine del 2024, abbiamo avviato percorsi di Alta Formazione con gli ITS che hanno portato all’assunzione di ottantacinque apprendisti. Questi numeri dimostrano che quando la formazione è progettata insieme alle imprese e legata ai fabbisogni reali della filiera, l’occupazione non è una promessa, ma un esito concreto.

Come verrà monitorata l’efficacia del progetto per evitare che resti una buona idea sulla carta?
L’accordo prevede una governance chiara e condivisa. È previsto un comitato di indirizzo con il coinvolgimento di Roma Capitale, della Città Metropolitana e di Sielte, con un monitoraggio continuo sull’andamento dei percorsi. L’attenzione sarà rivolta alla qualità della formazione, alla sicurezza, all’acquisizione delle competenze, alla continuità degli studenti nel percorso e alle ricadute occupazionali. Durante il periodo sperimentale triennale verranno valutati gli esiti complessivi del progetto e, sulla base dei risultati, si deciderà se estendere o replicare l’esperienza. L’obiettivo è costruire un modello stabile e replicabile di collaborazione tra pubblico e privato.

In conclusione, che messaggio manda questa Academy al sistema Paese?
Che la transizione digitale non si fa solo con le infrastrutture, ma con le persone. Investire sulle competenze significa investire sulla competitività, sull’inclusione e sulla qualità del lavoro. Questa Academy dimostra che quando istituzioni e imprese lavorano insieme, si possono costruire percorsi seri, utili e capaci di generare valore per il territorio e per il futuro dei giovani. Per Sielte, che opera da cento anni per rendere più competitivo il Paese sul fronte delle telecomunicazioni, è importante percorrere questa strada: le aziende che operano su vasta scala possono orientare le agenzie formative per trarne il meglio sotto il profilo occupazionale, contrastare l’abbandono scolastico, favorire la crescita sociale ed economica offrendo una formazione concreta ed in linea con il mercato del lavoro.

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