Aleksander Ceferin non confida pienamente negli scienziati e non riesce a prendere facilmente sonno la notte. Per le questioni legate ai calendari, per le decine di milioni di dollari perduti del calcio europeo: “Devi essere piuttosto irresponsabile per addormentarti facilmente dopo un giorno come questi”. Predilige l’ottimismo e scommette un milione di dollari sul fatto che l’Europeo 2020 verrà giocato nel 2021 perché “il virus non durerà per sempre”. Il presidente della UEFA parla delle ripercussioni della pandemia da coronavirus in un’intervista al Guardian. E, annunciando che la situazione dell’organizzazione non è allarmante, mantiene la linea tenuta fin dall’inizio dell’emergenza: “Dobbiamo preoccuparci dei club e delle leghe e degli investitori, è un grande lavoro”.

La UEFA si era mostrata riluttante all’idea di fermare le competizioni alle prime battute dell’emergenza. Almeno un paio di match sono stati oggetto di attenzioni in quanto avrebbero dato occasione al contagio di proliferare. E si tratta in particolare di Atalanta-Valencia, giocata a Milano il 19 febbraio, e soprattutto Liverpool-Atletico Madrid dell’11 marzo. Alcuni turni sono stati giocati infine a porte chiuse prima dello stop, ma Ceferin è ottimista, non sposa narrazioni pessimistiche, e prevede che il calcio tornerà, molto presto, con i tifosi. “Non mi piace questa visione apocalittica secondo la quale dovremmo aspettare per una seconda, una terza o perfino una quinta ondata … persone che conosciamo probabilmente moriranno un giorno, ma dobbiamo preoccuparcene oggi? Non credo. Siamo pronti e seguiremo le raccomandazioni delle autorità ma sono assolutamente sicuro, personalmente, che il buon vecchio calcio con i tifosi tornerà molto presto”. La UEFA aveva espresso una raccomandazione, come definita ieri, alle leghe nazionali per concludere le stagioni prima di agosto. E quindi terminare le competizioni europee, Champions ed Europa League, in un arco di tempo dal 2 al 29 agosto. Le discussioni sono tuttavia ancora aperte: non è esclusa l’adozione di partite secche in quarti e semifinali. Secondo il quotidiano spagnolo Marca una decisione verrà presa entro il 17 giugno.

Ceferin quindi si mostra scettico verso le ipotesi di scienziati ed esperti che prevedono altre ondate del virus, già dal prossimo autunno. E non crede che il calcio ne uscirà cambiato, ridimensionato, rivoluzionato in qualche modo. Si tornerà alla normalità insomma. “Il calcio non è cambiato dopo la seconda guerra mondiale, o la prima guerra mondiale, e non cambierà per il virus. La gente ha detto molte volte che il mondo dopo non sarà più lo stesso … questo potrebbe essere vero ma, secondo il mio punto di vista, perché non pensare che il mondo sarà migliore dopo questo virus? Perché non pensare che saremo più intelligenti, o finalmente capiremo quanto siamo fragili, quanto non siamo protetti nei confronti della natura? Quindi, ci sono sempre lezioni da imparare”.

Il presidente UEFA ha anche confermato l’intenzione di avviare una terza competizione europea, la Uefa Europa Conference League, e ha previsto che al momento è difficile parlare di un salario eguale tra calcio femminile e maschile. E poi ha difeso i giocatori sulla questioni degli stipendi: “Non credo che i giocatori siano avidi. Non sono avidi. Il mercato decide il prezzo e se tu o io ricevessimo un’offerta di 20 milioni di dollari a stagione non credo che diremmo: “No, no, no, non voglio essere avido, datemi 200mila dollari. Quindi, non sono avidi: è il mercato a decidere. Ma ora vedremo se la risposta del mercato alla crisi vorrà dire una discesa dei costi”.

Redazione