Il 28 maggio data decisiva per l’eventuale ripartenza della serie A prevista per il 13 giugno. Lo annuncia il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora ai microfoni di Rai Sport. “Ho convocato una riunione con il presidente FIGC Gravina, della Lega A Dal Pino e tutte le altre componenti perché giovedì prossimo saremo nelle condizioni per decidere una data se e quando far ripartire il campionato. Il calcio è una grande industria, è giusto che possa ripartire ora che tutto il resto del paese sta ripartendo”.

Per quanto riguarda i format del campionato e l’ipotesi, paventata dal presidente FIGC Gravina, di disputare i playoff per lo Scudetto, Spadafora ha detto: “Decideranno le Federazioni. Se il campionato inizia, lo si fa per concluderlo. Per cui tutte le soluzioni sono importanti”.

“Sarebbe stato più facile fare come in Francia. Chiudere il campionato sarebbe stata una scelta di impulso, ho reagito con durezza perché trovavo vergognoso che mi venisse chiesto di decidere sulla ripresa quando eravamo ancora nelle condizioni di non trovare posti nelle terapie intensive”.

Sulla ripartenza la UEFA è intervenuta in soccorso della Serie A e degli altri campionati europei che non hanno ancora ufficializzato una data. Nei giorni scorsi il presidente Aleksander Ceferin, in una lettera di risposta al presidente del Lione, Jean-Michel Aulas, ha spiegato che “data del 3 agosto per il termine dei campionati è solo una raccomandazione” emersa “durante la serie di incontri con i segretari e i presidenti delle 55 federazioni membre dell’UEFA in occasione del vertice dello scorso 21 di aprile, nonchè da una serie di altri summit con l’ECA e l’Unione delle leghe europee”. Il presidente dell’UEFA quindi ha chiarito che queste date “sono solo raccomandazioni, provvisorie e non ufficiali”. Una buona notizia per il presidente della FIGC Gabriele Gravina, che ieri è stato ‘costretto’ a rinviare l’eventuale inizio dei campionati a dopo il 14 giugno visto l’ultimo Dpcm del presidente del Consigio Giuseppe Conte.

In via Allegri, però, si continua a lavorare affinché la stagione riprenda il 13 giugno come proposto dalla Lega Serie A. Solo in questo modo, infatti, si avrebbe la garanzia di riuscire a portare a termine sia il campionato che la Coppa Italia in tempi utili. Di questo si parlerà sicuramente domani in un delicato Consiglio Federale, che si svolgerà ancora in videoconferenza. Nel frattempo è arrivato finalmente l’ok del Comitato Tecnico Scientifico sulle modifiche proposte al protocollo sanitario per quanto riguarda la quarantena e i ritiri di squadra. In questo modo già nei prossimi giorni potrebbero iniziare gli allenamenti a gruppi, senza l’obbligo per i giocatori di restare in ritiro se non nel caso in cui venga trovato un positivo. Aumenteranno poi i controlli, con tamponi effettuati tre giorni prima l’inizio degli allenamenti di squadra oltre a test sierologici il giorno dell’avvio e dopo due settimane.

“L’ok del Comitato Tecnico scientifico sui protocolli è un’ottima notizia, così gli allenamenti potranno riprendere”, ha dichiarato il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora spiegando che dal CTS “sono state fatte valutazioni molto puntuali e la FIGC si è mostrata disponibile a rivedere la prima proposta. Ci sono stati dei chiarimenti sui tempi di isolamento e della quarantena per i calciatori trovati eventualmente positivi”. Nelle valutazioni del CTS anche la necessità “di evitare di incidere sui tamponi” a disposizione della popolazione.

LA POSIZIONE DEI CALCIATORI – “Prima di riprendere il campionato servono almeno 4 settimane di allenamenti”. Lo ha detto Damiano Tommasi, presidente dell’Assocalciatori, intervenuto ai microfoni di RaiSport, a proposito della ripresa della Serie A. Sulle date del 13 o 20 giugno ipotizzate, Tommasi ha detto: “Non dobbiamo porci limiti, queste quattro settimane non devono essere viste come un problema ma sono necessarie per poter tornare a giocare le partite”. L’ex centrocampista della Roma ha ricordato che come AIC “abbiamo sempre ragionato su questa tempistica”. “Tutti vogliamo tornare a fare il nostro lavoro, ma da quanto ripartiranno gli allenamenti bisognerà fare questo calcolo”. Per il numero 1 del sindacato calciatori serve “prudenza e avere certezze dal punto di vista medico”.