Il Comitato Esecutivo dell’Ente Idrico Campano, riunito in modalità in parte telematica, ha adottato nel pomeriggio di lunedì 28 dicembre il Piano d’Ambito Regionale, cardine sul quale verrà costruito, nel prossimo trentennio, il servizio idrico integrato della Campania. Si volta pagina per una gestione più moderna, economica, efficiente e sostenibile del ciclo integrato delle acque. Un’opera enciclopedica composta da migliaia di pagine tra elaborati grafici, tabelle e la relazione allegata, nella quale trovano spazio una capillare opera di ricognizione territoriale (con oltre 6 milioni di dati raccolti), necessaria a fotografare lo stato in cui versano le infrastrutture idriche nei 550 comuni della Campania ed il piano programmatico degli investimenti fondamentali per garantire acqua sicura e di qualità ai cittadini campani. Un documento di portata storica prodotto, in house, dalla struttura tecnica guidata dal Direttore Generale, Vincenzo Belgiorno.

Raggiungere standard più elevati nella gestione delle reti e della distribuzione di acqua potabile, di quelle fognarie e degli impianti di depurazione, estendere le reti di distribuzione ad aree non servite o servite in maniera insufficiente in modo da garantire il pieno soddisfacimento del fabbisogno di acqua potabile in tutte le aree della Campania. Coprire l’intero territorio regionale per i servizi di fognatura e di depurazione, incrementare i controlli sulle acque distribuite e sugli scarichi, rendere più efficienti i sistemi depurativi ed estenderli alle aree non collettate, ridurre i costi di gestione anche attraverso il potenziamento dell’utilizzo della tecnologia. Realizzare opere di ristrutturazione ed adeguamento delle reti, introdurre, infine, il controllo da remoto. Questi sono solo alcuni degli obiettivi da realizzare per migliorare la qualità della vita dei cittadini campani.

I fondi del Next Generation Ue rappresentano un’occasione imperdibile per reperire risorse adeguate a sostenere questa rivoluzione da 12 miliardi di euro. Forse l’ultima spiaggia per recuperare i ritardi accumulati nel corso dei decenni (gli ultimi interventi di manutenzione risalgono alla Cassa del Mezzogiorno) ed avvalersi finalmente di infrastrutture efficienti che consentano di eliminare lo spreco della risorsa più preziosa.

«Oggi scriviamo una pagina storica del servizio idrico integrato in Campania» afferma con orgoglio il Presidente Luca Mascolo. «Per la prima volta la regione si dota di uno strumento così articolato di ricognizione e di programmazione che sarà la bussola per l’organizzazione del sistema idrico integrato nel prossimo trentennio. Si tratta di un traguardo di grande portata per l’ente che ho l’onore di rappresentare. Era nostro dovere raggiungere questo obiettivo per il bene dei cittadini campani e abbiamo tenuto fede all’impegno. Ringrazio il Direttore Generale, Vincenzo Belgiorno e la struttura tecnica per la grande prova di professionalità, abnegazione e capacità messa in campo in questi duri mesi di lavoro segnati anche dall’emergenza sanitaria da Covid-19. Ora bisogna rimboccarsi le maniche per far comprendere che intervenire sul servizio idrico integrato significa investire sul futuro. Vuol dire interessarsi alle prossime generazioni e non alle prossime elezioni».

Redazione