L'iniziativa
Una maratona oratoria per Gilberto Cavallini, strappato alla sua riabilitazione e messo in isolamento per tre anni
Una maratona oratoria per Gilberto Cavallini: è l’iniziativa del giornalista e attivista Umberto Baccolo, membro del consiglio generale di Nessuno Tocchi Caino, per l’ex Nar, oggi ultra settantenne, recluso a Rebibbia dallo scorso novembre in regime di isolamento in virtù di una sanzione penale accessoria inflitta dopo la condanna per concorso nella Strage di Bologna, passata in giudicato nel 2025, 45 anni dopo il presunto fatto.
Il Riformista è tra le poche testate che si è occupato della vicenda, assumendo un ruolo non marginale. Un’intervista rilasciata al nostro giornale dall’avvocato Gabriele Bordoni ha portato a una interrogazione parlamentare dell’onorevole Roberto Giachetti di Italia Viva al Ministro Nordio. In seguito, il Riformista ha portato alla luce in esclusiva la notizia delle ulteriori misure restrittive imposte al Cavallini dal DAP, a partire dallo scorso giugno, sulla base di una informativa riservata che paventerebbe una minaccia alla incolumità del detenuto – a cui tuttavia in 43 anni di galera nessuno aveva mai torto un capello. In virtù dell’ordine del DAP, a Cavallini – che in questi lunghi anni di detenzione ha abbracciato la fede e che ha consegnato al Signore la sofferenza per l’ultima ingiusta condanna – sono state applicate restrizioni surreali, tra le quali il divieto di andare a messa.
L’iniziativa, dal titolo “Una corsa contro il tempo per la vita di Gilberto Cavallini: maratona oratoria contro l’isolamento e per la verità sulla strage di Bologna” si tiene venerdì 17 luglio dalle ore 18,00 alle 22 e sabato 18 dalle ore 10,30 fino a sera in diretta Facebook, sul profilo del giornalista e attivista Umberto Baccolo e sulla pagina dedicata ai diritti dei detenuti Folsom Prison Blues.
Tra gli oltre 50 relatori, si segnala: Luigi Manconi, Roberto Giachetti, Rita Bernardini, Mauro Palma, Sergio D’Elia, Stefano Anastasia, Davide Steccanella, Andrea Colombo, Fabrizio Cicchitto, Enzo Raisi, Elisabetta Zamparutti, Simona Bonfante, Valerio Cutonilli, il perito esplosivista del processo Danilo Coppe e gli avvocati di Cavallini Alessandro Pellegrini, Gabriele Bordoni e Alessio Pomponi.
La reclusione differita di Cavallini, in semilibertà dal 2017, costituisce un inedito assoluto, un accanimento punitivo che non trova motivo logico né giuridico, una afflizione che non si ha difficoltà a ritenere inumana e contraria a Costituzione.
Dopo otto anni di semilibertà nella quale aveva dimostrato in concreto di aver cambiato radicalmente vita, quindi non solo di non essere più pericoloso ma anzi di essere diventato una risorsa utile per la comunità, Cavallini si è visto strappato alla sua riabilitazione e messo in isolamento per tre anni, per una questione meramente burocratica, senza avere commesso la minima infrazione.
Oltre che della situazione detentiva di Cavallini e del dramma delle carceri italiane, nel corso della maratona oratoria si parlerà anche del perché le sentenze definitive sulla strage di Bologna continuino a non convincere molti studiosi, risultando addirittura illogiche oltre che non basate su vere prove.
Al caso Cavallini, il Riformista ha dedicato anche tre puntate del podcast Processi di Simona Bonfante.
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