Le accuse sono pesantissime: peculato, estorsione, truffa aggravata, autoriciclaggio.

E’ con queste contestazioni che l’imprenditore molisano Gianluigi Torzi è stato arrestato venerdì sera in Vaticano. La decisione è arrivata dopo un lungo interrogatorio al quale sarebbero state sottoposte, secondo quanto trapela da fonti giudiziarie, anche altre persone. Torzi, detenuto ora nella caserma della Gendarmeria, rischia, se le accuse verranno provate, fino a dodici anni di reclusione.

La vicenda riguarda la compravendita dell’immobile di Londra che ha scatenato uno dei più grandi scandali finanziari in Vaticano. Dall’interrogatorio di oggi emerge anche la rete di società coinvolte nell’affare alla quale partecipavano funzionari della Segreteria di Stato. Torzi avrebbe portato avanti un estorsione da 15 milioni di euro al Vaticano per l’acquisto del palazzo di Sloane Avenue a Londra da parte della Santa Sede.

Oggi l’Ufficio del Promotore di Giustizia del Tribunale Vaticano, al termine dell’interrogatorio di Torzi, che era assistito dai propri legali di fiducia, ha dunque spiccato nei suoi confronti mandato di cattura.

Per lo stesso scandalo già erano stati presi differenti provvedimenti in Vaticano nei confronti di altre persone. Si era trattato però di allontanamenti dalle loro funzioni e non di un provvedimento della gravità come quello assunto oggi. Del broker originario di Termoli si era parlato negli ultimi tempi per il coinvolgimento in diverse strane operazioni, da un annunciato tentativo, da parte sua, di salvataggio della Banca Popolare di Bari all’indagine su una presunta truffa compiuta ai danni del Fatebenefratelli di Roma.

Torzi, uomo d’affari, amico e già socio dell’ex governatore del Molise, Paolo Di Laura Frattura, aveva fatto parlare di sé anche perché comproprietario di una villa a Termoli comprata a prezzi di saldo e finita agli onori della cronaca regionale e in inchieste tv.