Si sono presentati di mattina nell’ufficio anagrafe del comune di Afragola con una richiesta ben precisa, per quanto insolita: cambiare i documenti della figlia. Lei, una giovane vedova, lui un uomo più grande di lei, che – secondo i due – doveva essere indicato come il vero padre della piccola di un anno.

Un cambio di paternità, che però non può essere eseguito in un ufficio anagrafe, ma necessita della decisione di un tribunale: al diniego dei dipendenti comunali, la coppia ha dato in escandescenze: secondo quanto riportato dal Mattino, la donna ha iniziato a urlare contro i presenti, offendendoli.

L’uomo ha invece aggredito la guardia giurata, ha afferrato un banchetto e l’ha usato per sfasciare gli arredi dell’ufficio e l’ha scagliato contro le finestre, distruggendole. Poi è uscito fuori e ha distrutto i lunotti di alcune automobili parcheggiate.

Le indagini sono affidate alla Polizia Municipale che, al momento, non esclude nessuna pista: nemmeno quella della compravendita di bambini, che potrebbero essere stati usati, come dimostrato anche da diverse inchieste giudiziarie, come espediente per ottenere permessi di soggiorno.

A insospettire gli inquirenti c’è infatti il certificato originale, che vede la bimba indicata come figlia di un uomo africano. “Quel marocchino”, come l’ha definito la donna quando ha spiegato la situazione ai dipendenti comunali, prima di generare il caos.

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Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.