La Cassazione ha confermato la condanna per Denis Verdini nell’ambito del procedimento sul crac del Credito cooperativo fiorentino. Confermati i 6 anni e 10 mesi del giudizio d’Appello fatta eccezione per quattro mesi andati di prescrizione.

L’ex senatore di Forza Italia dovrà ora andare in carcere per scontare 6 anni e mezzo. Il pg Pasquale Fimiani aveva chiesto l’annullamento della condanna di appello e un nuovo processo per Verdini. Nel procedimento per il fallimento dell’istituto bancario erano imputate altre 15 persone. La notifica della sentenza definitiva partirà dalla Cassazione per la procura generale di Firenze che è competente per l’esecuzione della pena.

Secondo le accuse presenti nell’inchiesta, Verdini avrebbe provocato il crac dell’istituto di credito con sede a pochi chilometri da Firenze, a Campi Bisenzio, attraverso operazioni “anomale”. In particolare l’indagine condotta dal Ros dei carabinieri e dall’allora procuratore Giuseppe Quattrocchi e dai pm Luca Turco, Giuseppina Mione e Giulio Monferini mise sotto la lente d’ingrandimento una serie di finanziamenti nel settore edile, soprattutto quelli alle società del gruppo Btp degli imprenditori Riccardo Fusi e Roberto Bartolomei (condannati in Appello). L’inchiesta era nata da una relazione dei commissari di Bankitalia che avevano denunciato gravissime criticità nella gestione della banca fiorentina, commissariata nel 2010, dichiarata insolvente e quindi assorbita da Chianti Banca.

Per il difensore dell’ex senatore, l’avvocato Franco Coppi, “purtroppo a questo punto mi pare che non ci siano esiti diversi”. Parlando della sentenza il legale ha sottolineato che “siamo profondamente delusi, sia perché il ricorso che avevamo proposto a noi sembrava fondato, sia soprattutto perché ieri il procuratore generale in un intervento molto motivato e molto persuasivo aveva chiesto l’accoglimento in larga parte dei nostri motivi di ricorso”. Parlando quindi del  carcere per Verdini, Coppi ha detto che l’ex senatore “per fortuna è un uomo molto forte e molto coraggioso e quindi pensiamo che saprà affrontare virilmente questa prova”.

Alcune ore dopo la sentenza Verdini si è presentato al carcere di Rebibbia per costituirsi, ma davanti l’istituto di reclusione è andata in scena una situazione kafkiana. L’ex parlamentare infatti non è potuto entrare per problemi burocratici, ovvero la mancata notifica della condanna della Cassazione alla casa circondariale, che ne impedisce l’ingresso.