Molti incidenti stradali si verificano quando le strade sono meno trafficate, e la velocità di guida è nettamente più alta. Nelle ore notturne, infatti, circa il 30% dei sinistri analizzati avviene a velocità pari o superiore a 40 chilometri orari, una quota maggiore rispetto a quella registrata durante il giorno. È uno dei dati che emerge dal nuovo report sulla sicurezza stradale realizzato dal CNR-ISTI insieme a OCTO e presentato nel mese di marzo nella sede istituzionale della società Open Gate Italia, basato sull’analisi di milioni di viaggi reali attraverso sistemi telematici di guida. L’orario di guida – come emerge chiaramente – è un fattore determinante nella probabilità e nella gravità degli incidenti, ma non è l’unico.

Il report evidenzia anche una differenza geografica: nelle regioni del Nord e del Centro la quota di incidenti che avvengono ad almeno 40 chilometri orari supera complessivamente il 14%, mentre al Sud i valori risultano mediamente più bassi. Molto più contenute, invece, le differenze tra uomini e donne: lo scarto massimo osservato resta inferiore a 2,1 punti percentuali. Praticamente ininfluente. L’analisi telematica offre quindi un punto di vista diverso rispetto alle statistiche tradizionali sulla sicurezza stradale. Se queste ultime registrano gli incidenti una volta avvenuti, i dati di guida permettono di osservare i comportamenti prima che il sinistro si verifichi, mettendo in relazione velocità, orari, tipo di percorso ed esposizione al rischio. Non solo una fotografia del fenomeno, ma uno strumento per capire meglio quali fattori incidono davvero sulla probabilità e sulla gravità degli incidenti.

La collaborazione tra CNR e OCTO nasce proprio da questa esigenza: unire il lavoro scientifico di analisi e validazione dei dati con la disponibilità di grandi quantità di informazioni sulla mobilità reale. “La sicurezza stradale è un fenomeno complesso che non può essere spiegato da un singolo fattore”, sottolinea Corrado Sciolla, Amministratore Delegato di OCTO. “L’analisi dei dati di guida reali ci permette di osservare il sistema della mobilità con una profondità nuova e di individuare con maggiore precisione le dinamiche che influenzano il rischio. Questo significa mettere a disposizione di istituzioni e operatori strumenti più efficaci per prevenire gli incidenti e migliorare concretamente la sicurezza sulle strade. Insieme al CNR, abbiamo analizzato oltre 2 milioni di sinistri reali avvenuti sulle strade italiane, rilevati attraverso 2,3 milioni di veicoli connessi e 238 milioni di viaggi monitorati. Nel Lazio, i dati riguardano in particolare Roma e Latina, le uniche province della regione con almeno 1.000 incidenti registrati nel campione analizzato”.

Il punto, però, non è la tecnologia in sé – o almeno non solo. Il valore di questi dati sta nella possibilità di osservare come si guida davvero. Se il rischio cambia a seconda dell’ora, del contesto territoriale e dello stile di guida, anche la prevenzione può diventare più precisa. La vera svolta è usare queste informazioni per intervenire tempestivamente, ridurre il rischio di incidente e rendere più sicuri i sistemi di mobilità.

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Laureata in Lettere Moderne all'Università degli Studi di Napoli Federico II con una tesi in Linguistica generale, dal 2021 collabora con la Fondazione Ottimisti&Razionali, in qualità di Flow Strategist, occupandosi anche di organizzazione di eventi, ufficio stampa e scrittura di articoli su energia, digitale, comunicazione. Nel 2023 ha svolto attività di ufficio stampa e segreteria per un candidato presidente alle elezioni regionali in Lazio. Attualmente è Public Affairs & Communication Consultant per Reframe e redattrice de il Riformista.