Mina Welby e Marco Cappato, rispettivamente copresidente e tesoriere dell’associazione Luca Coscioni, sono stati assolti dai giudici della corte d’assise d’appello di Genova, che hanno confermato così la sentenza di primo grado.

I due erano accusati di aiuto al suicidio offerto al 53enne Davide Trentini, malato di sclerosi multipla, deceduto in una clinica in Svizzera. Il procuratore generale Roberto Aniello aveva chiesto la conferma dell’assoluzione.

Prima della sentenza di assoluzione Cappato aveva ribadito la richiesta di “regole certe di legalizzazione dell’eutanasia per le persone che adesso vivono questa urgenza. Il tribunale a Genova può stabilire un precedente importante sul diritto anche per le persone che non sono attaccate a una macchina, ma per la legge nell’inerzia del parlamento puntiamo a raccogliere le firme sul referendum e a quel punto saranno direttamente i cittadini italiani a scegliere. Oggi c’è in gioco la libertà delle persone di poter scegliere, alla fine della propria vita se in condizioni di sofferenza insopportabile di malattia, di terminare la propria sofferenza. Il parlamento italiano non si assume la responsabilità di una decisione e quindi l’unica aula dove si discute è quella del tribunale. Non si può attendere quattro anni e nove udienze per vedere affermato un diritto”.

Una decisione che secondo Cappato “stabilisce un precedente importante cioè che non sia necessario essere attaccati ad una macchina per essere aiutati a morire se si è anche dipendenti da un trattamento di sostegno vitale. Ma ci sono voluti quattro anni e nove udienze per arrivare alla conferma di questo risultato”.

Per Massimiliano Iervolino e Giulia Crivellini, segretario e tesoriera di Radicali Italiani, l’assoluzione di Mina Welby e Marco Cppato “è un’altra vittoria di civiltà dopo quella di ieri che ha assolto Walter De Benedetto dall’accusa di coltivazione di sostanza stupefacente. “Temi tradizionalmente radicali come la legalizzazione della cannabis e dell’eutanasia per ora si affrontano solo nei tribunali – che pure rispondono assolvendo – mentre il Parlamento continua a rimanere in silenzio. Quindici anni fa l’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano disse a Piergiorgio Welby che in materia di fine vita ‘l’unico atteggiamento ingiustificabile sarebbe il silenzio’. Nel 2013 abbiamo raccolto insieme all’Associazione Luca Coscioni 70 mila firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare ‘EutanasiaLegale’. Ci sono state poi le storie, le lotte, tra cui quella di Davide Trentini, di DjFabo, dei loro famigliari e delle migliaia di persone che chiedono solo il diritto di morire con dignità'”, si legge in una nota dei Radicali..

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