Osservare l’Italia dallo spazio, per avere una diversa prospettiva e scoprire che la nostra vera “identità è sinonimo di sapienza, genio, armonia, umanità”. Sergio Mattarella entra nelle case degli italiani per il suo quinto discorso di fine anno e pur constatando che si è chiuso un “decennio impegnativo”, vuole dare ai suoi concittadini un messaggio di speranza e fiducia.

E’ infatti quest’ultima la parola chiave, la più usata per gli auguri della notte di San Silvestro dal Quirinale, che ha come obiettivo quello di “ampliare l’orizzonte delle nostre riflessioni; senza, naturalmente, trascurare il presente e i suoi problemi, ma anche rendendosi conto che il futuro, in realtà, è già cominciato”. Il capo dello Stato cambia ancora location, quest’anno è la Sala Tofanelli, un locale poco conosciuto, che si trova accanto allo studio alla Vetrata, a fare da sfondo a uno dei discorsi più attesi, che negli ultimi anni ha riscosso il favore di un ampio bacino di telespettatori.

In diretta a reti unificate Mattarella si offre, come ormai di consuetudine, per 15 minuti e fa partire il suo ragionamento da una foto regalatagli dalla governatrice del Canada, Julie Payette, in visita in Italia lo scorso 2 dicembre. Si tratta di uno scatto che cattura l’Italia vista dallo spazio, quando la Payette era astronauta nell’agenzia spaziale canadese.

“Proviamo a guardare l’Italia dal di fuori, allargando lo sguardo oltre il consueto – spiega – In fondo, un po’ come ci vedono dall’estero”. Il presidente non può negare che ci sono “problemi da non sottovalutare, ma dobbiamo aver fiducia e impegnarci attivamente nel comune interesse.

Disponiamo di grandi risorse” incita l’inquilino del Colle, elencando quelli che sono i problemi del Paese, come lavoro e crisi aziendali che creano forti diseguaglianze. Non è però questo il momento, tantomeno la sede per ‘bacchettare’ o per lanciare ‘moniti’. Ora serve un’iniezione di fiducia e un richiamo alla responsabilità indirizzato a tutti dalle formazioni politiche, ai singoli cittadini, alle imprese, alle formazioni intermedie, alle associazioni raccolte intorno a interessi e a valori.

Mattarella ne è certo: “Abbiamo ampie possibilità per affrontare e risolvere questi problemi”. Primo fra tutti “è necessario ridurre il divario che sta ulteriormente crescendo tra Nord e Sud d’Italia. A subirne le conseguenze non sono soltanto le comunità meridionali ma l’intero Paese, frenato nelle sue potenzialità di sviluppo”. Poi l’ambiente, la famiglia e i giovani a cui dobbiamo dare “fiducia, anche per evitare l’esodo verso l’estero. Diamo loro occasioni di lavoro correttamente retribuito”.

Mattarella punta su quel senso civico rappresentato dai tre Vigili del Fuoco sono rimasti vittime dell’esplosione di una cascina, provocata per truffare l’assicurazione e dal Sindaco di Rocca di Papa, Emanuele Crestini morto nell’incendio del suo municipio perché “ha atteso che si mettessero in salvo tutti i dipendenti, uscendone per ultimo. Sacrificando così la propria vita”. Il faro del Colle illumina “un’Italia, spesso silenziosa, che non ha mai smesso di darsi da fare” per questo “dobbiamo creare le condizioni che consentano a tutte le risorse di cui disponiamo di emergere e di esprimersi senza ostacoli e difficoltà. Con spirito e atteggiamento di reciproca solidarietà”.

E’ in questo contesto che entra il concetto di “buon funzionamento delle pubbliche istituzioni” che devono promuore e alimentare la fiducia “favorendo coesione sociale. Questo è possibile assicurando decisioni adeguate, efficaci e tempestive sui temi della vita concreta dei cittadini”. La democrazia, avverte il capo dello Stato “si rafforza se le istituzioni tengono viva una ragionevole speranza”. I mutamenti climatici, aggiunge, “sono questione serissima che non tollera ulteriori rinvii nel farvi fronte”.E su questo tema “i giovani hanno capito l’importanza della tutela dell’ambiente – e fanno sentire la loro voce proiettati, come sono, verso il futuro e senza nostalgia del passato”.

Il senso civico non si sviluppa solo nella vita reale, ma devono “appartenere anche a chi frequenta il mondo dei social, occasione per ampliare le conoscenze, poter dialogare con tanti per esprimere le proprie idee e ascoltare, con attenzione e rispetto, quelle degli altri”. Il mondo dei social network “alle volte si trasforma invece in strumento per denigrare, anche deformando i fatti. Sovente ricorrendo a profili fittizi di soggetti inesistenti per alterare lo scambio di opinioni, per ingenerare allarmi, per trarre vantaggio dalla diffusione di notizie false”.

PAPA FRANCESCO – “Un saluto particolarmente grato e sentito rivolgo a Papa Francesco, Vescovo di Roma, che esercita il suo alto magistero con saggezza e coraggio e che mostra ogni giorno di amare il nostro Paese, a partire da coloro che versano in condizioni di bisogno e da chi, praticando solidarietà, reca beneficio all’intera comunità civile”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.