Come successe con la seconda guerra mondiale, con la prima guerra mondiale e con l’epidemia di colera di metà Ottocento. La decisione era nell’aria e oggi è diventata ufficiale: l’edizione del Palio di Siena del 2020 non si terrà. Annullate le corse del 2 luglio e del 16 agosto. Una scelta dolorosa per il borgo delle 17 contrade ma inevitabile a causa dell’emergenza coronavirus. A comunicare l’ufficialità della cancellazione il sindaco Luigi De Mossi, il magistrato delle contrade Claudio Rossi, i Priori delle 17 contrade, il decano e il vice decano dei capitani.

Un mese e mezzo fa l’amministrazione aveva annunciato lo spostamento del Palio del 2 luglio, in onore della Madonna di Provenzano, al 22 agosto; e di quello dell’Assunta del 16 agosto al 26 settembre. La speranza era quella di poter comunque celebrare uno degli eventi più celebri e identitari del Paese in un momento meno critico dell’emergenza. Una terza ipotesi consisteva nel tenere un unico Palio straordinario. Nessuna delle ipotesi si è rivelata alla fine percorribile. A pesare sulla decisione l’impossibilità di concepire il Palio a porte chiuse, con una Piazza del Campo deserta. Il commento di Luigi De Mossi, sindaco di Siena, alla decisione: “È una decisione dolorosa, ma unanime e scaturita dalle circostanze: il Palio è una festa di popolo e in questo momento non la si può vivere, il controllo sul distanziamento sociale sarebbe impossibile. Avevamo tenuto una porta aperta, pensando di rimandare la decisione, ma questo era il momento di scegliere: la città e i senesi avevano bisogno di certezze”. L’attività nelle contrade riprenderà dopo la definizione di un protocollo tra comune e prefettura.

L’ultima volta che il Palio era stato sospeso, tra il 1940 e il 1944, fu a causa della seconda guerra mondiale. Lo stesso era successo tra il 1915 e il 1918 per via della prima guerra mondiale. Non è neanche la prima volta che un’epidemia colpisce la manifestazione: nel 1855 la carriera del 16 agosto venne annullata per l’epidemia di colera che colpì la Toscana ma si recuperò l’anno successivo. La Gazzetta dello Sport ricostruisce altri casi di annullamento nella storia del Palio: “Furono annullate cinque edizioni per le guerre di Indipendenza tra il 1848, il 1859 e il 1866. La morte del Granduca Lodovico I causò l’annullamento di un Palio nel 1803 e quella di Ferdinando III delle due corse del 1824. A luglio 1798 successe per un terremoto che colpì la città e un anno dopo per l’invasione dei francesi, che poi cancellarono le due edizioni del 1801. Dal XVII secolo in altre occasioni era stato annullato, anche per motivi di ordine pubblico (parliamo di città sanguigna), come il 16 agosto 1863. Ma da quella volta, 157 anni fa, solo le guerre mondiali avevano fermato il Palio“.