Lo scaffale
Antisemitismo o critica a Israele? Il nodo irrisolto nel libro di Mazower
Dalla necessità di mettere un po’ d’ordine in una discussione infuocata nasce questo volume dello storico Mark Mazower, “Sull’antisemitismo” (Einaudi). Il tentativo è anche quello di “raffreddare” con tutto il carico dell’analisi storica un dibattito che incrocia e sovrappone aspetti diversi, da quello politico a quello religioso e persino a quello scientifico. Con la lente del grande storico, Mazower, che insegna alla Columbia University, scava nei significati di parole spesso adoperate con finalità di mera polemica politica e ideologica. Cos’è dunque questo antisemitismo che circola nel mondo di cui si parla tanto? Che differenza c’è con l’antisionismo? Dov’è che finisce la critica allo Stato di Israele e inizia l’odio razziale? Si tratta di questioni enormi, talmente complesse che l’autore non si sogna nemmeno di risolverle una volta per tutte: eppure “Sull’antisemitismo” è un ottimo manuale per affrontare seriamente la questione.
Il punto di partenza di Mazower è che i concetti sono parte integrante dei processi storici e acquisiscono significati diversi nel tempo. La sua interpretazione storico-contestuale mostra che il concetto di antisemitismo si riferiva originariamente all’ascesa e al declino di un movimento politico prevalentemente europeo, ma dagli anni Settanta è diventato anche il fulcro di un nuovo paradigma concettuale utilizzato «in gran parte per razionalizzare le crescenti critiche internazionali allo Stato di Israele». Mescolando questi diversi contesti storici, il termine attuale confonde questioni distinte in modo piuttosto fuorviante, sostiene Mazower. Separare l’antisemitismo dalla critica a Israele sarebbe essenziale, anche se elaborare definizioni chiare rimane un obiettivo difficile da raggiungere. «Ho insegnato, scritto e riflettuto sui temi della persecuzione, della violenza e del nazionalismo nella storia europea per molti anni – scrive – e se c’è una cosa di cui sono certo è che si è irrimediabilmente perso il confine che separa l’antisemitismo dall’opposizione alle politiche di Israele e alla critica del sionismo».
È una frase molto amara, intellettualmente e politicamente. Sulla questione non si può avere una parola definitiva. Nella sua imparzialità, Mazower in questa difficile e raffinata opera sembra proporre la necessità di combattere il pregiudizio antiebraico salvaguardando il pieno diritto di critica: un equilibrio difficile ma non impossibile.
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