Apple torna nuovamente nel mirino della Commissione europea. Il gigante tecnologico di Cupertino è al centro di due nuove indagini dell’Ue, rispettivamente sul sistema di pagamento Apple Pay e su alcune clausole di accordo con gli sviluppatori di app esterne all’ecosistema della ‘Mela’.

I guai dell’azienda fondata da Steve Jobs con l’Europa non sono una novità. Già nel 2018 Apple ricevette una multa da 13 miliardi di euro comminata dal dipartimento Concorrenza diretto dalla commissaria Margrethe Vestager con l’accusa di aver aggirato il pagamento delle tasse in Europa.

Le nuove indagini contro l’azienda americana in particolare sono nate per il timore che Apple stia esercitando una posizione di monopolio: negli atti di accusa del dipartimento Concorrenza si legge infatti che la multinazionale sta ostacolando l’uso del sensore NFC (Near Field Communication) degli iPhone per sistemi diversi da Apple Pay, inoltre starebbe costringendo gli sviluppatori esterni ad utilizzare un sistema nativo Apple per gli acquisti sul quale applicava una commissione del 30 per cento.

I tempi per l’indagine europa non saranno comunque rapidi: la durata può variare da mesi o anni. Inoltre Apple ha fatto ricorso in appello contro la decisione della Commissione alla Corte di Giustizia del’Unione Europea sulla multa da 13 miliardi di euro per la precedente indagine sulle tasse.