Gli agenti della polizia aeroportuale di Fiumicino stavano seguendo il viaggio di un pacco “sospetto”, ritenuto pieno di droga. Quando hanno bussato alla porta dove era stato recapitato il pacco non si sarebbero aspettati di trovarsi davanti Claudia Rivelli, la sorella 71enne di Ornella Muti. “Si tratta di un equivoco”, avrebbe detto subito lei. Ma la polizia non ne ha voluto sapere e l’hanno arrestata per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.

In effetti nel pacco attenzionato dalla polizia c’erano 3 litri di Gbl, un tipo di droga liquido meglio conosciuta come “droga dello stupro”, protagonista di varie drammatiche storie di violenza sulle donne. Secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera, l’attrice ha dichiarato subito di non sapere che si trattasse di droga: “È un prodotto che utilizzo per pulire gli oggetti d’argento di casa”, ha detto davanti alla giudice Valentina Valentini che ha convalidato l’arresto.

Poi ha sostenuto che un flacone doveva spedirlo al figlio Giovanni, che vive e lavora a Londra. “Lui la usa per lavare la macchina”, avrebbe spiegato. Il magistrato, dopo aver convalidato l’arresto, ha disposto il suo ritorno in libertà senza condizionarlo ad alcuna misura restrittiva della libertà personale in virtù del fatto che non aveva precedenti penali.

In casa Rivelli sarebbe una sorta di tradizione di famiglia che si tramanda da generazioni. Il flacone da un litro infatti sarebbe arrivato prima a casa della madre defunta, che a dire dell’indagata le avrebbe insegnato il suo utilizzo domestico. Il pacco in questione sarebbe stato proprio un ordine che il figlio della Rivelli avrebbe chiesto alla nonna.

L’arresto è stato disposto a conclusione di un’inchiesta iniziata tre mesi fa sul traffico di Gbl. La polaria aveva notato uno di questi particolari pacchi. Prelevato da un corriere ignaro del contenuto, è stato portato inizialmente nell’abitazione della madre della Rivelli, Ilse Renate Krause, scultrice di origini estone morta il 16 ottobre del 2020 all’eta di 91 anni. Da quest’appartamento, un secondo corriere, anche lui all’oscuro del contenuto, il giorno dopo l’ha trasportato nella casa dove abita la sorella di Ornella Muti.

La polizia, a quel punto, ha ottenuto un mandato di perquisizione per l’abitazione della Rivelli, dove è stato trovato lo stupefacente. Agli agenti lei ha subito detto che uno dei flaconi lo avrebbe spedito in giornata al figlio Giovanni. La giudice ha domandato all’attrice se fosse il figlio Giovanni a fare uso di stupefacenti. “Lo escludo”, ha risposto seccamente la Rivelli. Che ha aggiunto un singolare dettaglio in questa storia: “È stata mia madre a scoprire questi detersivi..”. La Rivelli avrebbe trascorso una sola notte in cella. Dopo la convalida dell’arresto, il processo è stato fissato per febbraio. La Rivelli ha scelto di essere giudicata con rito ordinario.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.