Da oggi, è previsto un nuovo aumento del prezzo di sigari e sigarette. Come comunicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, “con decorrenza 6 maggio 2026, varia il prezzo di alcune marche di tabacchi lavorati“. Ad essere coinvolti dall’aumento, sono alcuni marchi di sigarette e diversi di sigari. La causa di questa crescita dei prezzi, sarebbe l’effetto dell’ultima Legge di Bilancio che ha spinto verso l’alto le accise sui tabacchi.

Quali sigarette e sigari aumentano

Per quanto riguarda i prezzi delle sigarette, questa tornata di aumenti si può definire limitata: infatti, riguarda quattro prodotti a marchio Corset e cinque a marchio The King. Il costo di queste confezioni, da oggi varia da un minimo di 5,30 euro fino a un massimo di 5,70 euro, in base al tipo di prodotto prescelto.L’aumento di oggi, 6 maggio, coinvolge molti più marchi di sigari: si va da prodotti singoli fino a confezioni da 25 pezzi, con prezzi che variano da 8 euro fino ad oltre 1500 per quelli più rari. L’elenco completo, è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con tutti i prodotti interessati e il costo per ogni confezione aggiornato.

Gli aumenti del 15 aprile

Come detto, gli aumenti entrati in vigore da oggi non sono una novità: a metà aprile, infatti, si era già registrato un rincaro dei prezzi per sigarette, sigari e tabacco trinciato. Un effetto delle misure disposte dal governo attraverso la Legge di Bilancio, che non si fermerà al 2026: gli aumenti delle accise sul tabacco saranno infatti progressivi e proseguiranno fino al 2028.

Salgono le accise sul tabacco

Dunque, sono previsti degli aumenti dell’importo minimo fisso delle accise su sigarette, sigari e tabacco trinciato nel biennio 2026-2028, oltre che un ridimensionamento dei coefficienti per il calcolo dell’accisa sui prodotti a tabacco riscaldato. Nello specifico, l’accisa sui tabacchi lavorati, passa da 29,50 euro per 1000 sigarette del 2025 ai 32 euro del 2026, per poi salire a 35,50 euro nel 2027 e 38,50 euro nel 2028.

Gli aumenti dei prossimi anni

Nel dettaglio dei singoli prodotti, l’importo minimo dell’accisa sulle sigarette sale da 37 a 47 euro il chilogrammo convenzionale per l’anno 2026, a 49 euro per l’anno 2027 e, per il 2028, a 51 euro il chilogrammo convenzionale. L’apporto minimo dell’accisa sul trinciato, invece, sale da 148,50 euro il chilogrammo convenzionale a 161,50 euro per l’anno 2026, a 165,50 auro per l’anno 2027, fino ad arrivare a 169,50 euro per il 2028.

Aumenti anche per le sigarette elettroniche

Ad essere coinvolte da questi aumenti, sono anche le sigarette elettroniche: infatti, il coefficiente per i prodotti da inalazione senza combustione costituti da sostanze liquide contenenti nicotina, è stabilito pari al 18% per l’anno 2026, 20% per l’anno 2027 e 22% per l’anno 2028. Invece, per i prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide senza nicotina, è previsto nella seguente misura: 13% per l’anno 2026, 15% per l’anno 2027 e 17% per l’anno 2028.

L’incasso dello Stato

Secondo Gabriele Melluso, “In base alle previsioni del governo l’aumento dei prezzi al pubblico di sigarette e tabacco garantirà un maggiore gettito da 1,47 miliardi di euro nel triennio: 213 milioni di euro per l’anno del 2026, 465,8 milioni per l’anno 2027 e 796,9 milioni per l’anno 2028. E’ bene ricordare, che la tassazione sul tabacco porta ogni anno nelle casse dello Stato la bellezza di 15 miliardi di euro. Speriamo che parte delle maggiori entrate siano utilizzate dal governo per potenziare misure contro i danni da fumo e incrementare la prevenzione specie in favore dei giovani“.