Il piccolo Tommaso “era un bambino molto simpatico, un bimbo molto tranquillo e sereno, sensibile e dolcissimo. Spesso si abbracciavano con mia figlia sia quando arrivavano a scuola sia quando uscivano, in un una immagine davvero emozionante”. 

Così la mamma di una bambina che conosceva bene Tommaso ha ricordato il bambino di 4 anni morto oggi a L’Aquila a causa del drammatico incidente avvenuto nella scuola dell’infanzia “Primo Maggio” del capoluogo abruzzese. 

Secondo una prima ricostruzione una Volkswagen Passat, di proprietà di una mamma che stava andando a prendere il figlio proprio nell’asilo in cui è avvenuto l’incidente, è piombata nel cortile dell’asilo e ha investito sei bambini.

All’interno dell’auto, scrive l’Agi, c’era un secondo figlio, minorenne: l’ipotesi è che sia stato proprio quest’ultimo a sbloccare il freno a mano mentre stava giocando all’interno della vettura, parcheggiata in una strada in discesa.

Il bilancio dell’incidente è drammatico: il piccolo Tommaso è giunto all’ospedale San Salvatore del capoluogo già senza vita, le procedure di rianimazione praticate dai medici infatti non sono servite a salvargli la vita. 

Due bambine, entrambe di 4 anni, sono state trasportate in elisoccorso presso i reparti pediatrici del policlinico Gemelli a Roma: una è stabile, ha eseguito una Tac Total body e ke sye condizioni allo stato attuale sono ritenute non gravi; la seconda ha riportato la frattura dell’osso temporale ed ematoma sottodurale. Stabile e in respiro spontaneo, ma la sua prognosi resta riservata. Sono tre i bambini con ferite minori ricoverati invece all’ospedale San Salvatore del capoluogo.

Una tragedia “immane”, commenta ancora all’Ansa la madre della bambina che conosceva Tommaso. Una vicenda che “ci lascia sconvolti come sono sconvolti i nostri bambini, anche se non lo danno a vedere. Ora dobbiamo stare vicini a loro per tutelarli dal trauma ma dobbiamo stringerci intorno alla famiglia di Tommaso e dei feriti”.

All’Ansa una insegnante della scuola primaria ha raccontato i momenti concitati dopo l’incidente: “La priorità è evitare che i bambini che hanno assistito alla scena restino traumatizzati, sia dall’incidente, con l’auto che ha sfondato il cancello del giardino, sia dal viavai di ambulanze e mezzi di soccorso”. “Con alcuni bambini – continua l’insegnante – abbiamo cercato di far finta che si sia trattato di un gioco, o quantomeno di minimizzare, spiegando che oggi i genitori sono venuti a riprenderli in anticipo. Ma quanto è difficile”.

Redazione