In tanti sarebbero dovuti tornare in classe l’11 gennaio ma così non è stato: solo in 3 regioni, Toscana, Valle d’Aosta e Abruzzo, gli studenti delle superiori sono tornati in classe al 50%. Gli altri continuano il difficile percorso a distanza. “La Dad non funziona più, sono preoccupata”, ha detto la ministra Lucia Azzolina in un’intervista a Radio Rai 1 nel giorno in cui in tanti hanno deciso di scendere in piazza per protestare contro la scuola ancora chiusa.

“È difficile per gli studenti comprendere perchè non rientrano a scuola, capisco le loro frustrazione: la scuola è un diritto costituzionale se a me avessero tolto la scuola non sarei probabilmente qui”. “Nelle regioni a fascia gialla tutto è aperto tranne la scuola superiore e questo creerà profonde cicatrici, i ragazzi hanno bisogno di sfogare la loro socialità. Sono molto preoccupata, oggi la dad non può più funzionare, c’è un black out della socialità, i ragazzi sono arrabbiati, disorientati ed sono preoccupata per il deflagrare della dispersione scolastica”, ha detto.

“A maggio 2020 i medici mi scrivevano per chiedere di lasciare chiusa la scuola e così è stato, oggi ricevo lettere di tanti medici che mi chiedono di aprire le scuole: vedono le difficolta’ dei loro figli. Ieri sera ho ricevuto la lettera di un anestesista”, ha continuato Azzolina.

“Il rischio zero non esiste, ma non esiste in alcun ambito. All’interno delle scuole il rischio è molto basso e lo testimoniano gli studi italiani ed europei. La scuola si è organizzata molto bene. Io ho fatto tutto quello che potevo fare, chiedo a tutti di trattare la scuola non in modo diverso di come si trattano le attività produttive”, ha concluso la ministra Azzolina.

E velatamente scarica la decisione della chiusura sulle Regioni. “Da parte mia non vuole esserci polemica con le Regioni. Ma bisogna dire quelli che sono i fatti: volevamo riaprire le scuole il 9 dicembre, qualcuno ci disse no, ma le attività produttive sono partite. Il 23 dicembre si è stipulata un’intesa all’unanimità con le Regioni che hanno garantito che al 50% le scuole superiori sarebbero rientrate. È partito un lavoro immane nei tavoli con i prefetti e sono stati previsti molti bus in più. A inizio gennaio molti presidenti di Regione hanno detto che erano addirittura pronti a far rientrare il 75% dei ragazzi in aula. Ci sono regioni che hanno lavorato bene come la Toscana, noi al ministero abbiamo monitorato tutto, abbiamo fatto informative; il lavoro fatto dai dirigenti scolastici è stato encomiabile”.

E lancia qualche input per l’esame di maturità: “Il ministro sta lavorando” in vista della maturita’. “Abbiamo chiesto agli studenti di farci delle proposte: lo scorso anno ci hanno presentato proposte ragionevoli; una decisione la prenderemo a breve, i ragazzi a causa dell’incertezza assoluta per le date che slittano come la tela di Penelope, hanno bisogno di avere certezze che il ministero deve dare”.

La ministra dell’Istruzione parla anche del Concorsone per gli insegnanti. “Il concorso straordinario riprenderà, il 75% delle prove è stato svolto, i commissari potranno iniziare a correggere le prove gà’ svolte, al più presto termineremo le prove di quel concorso, mancano 4 giorni per finire. Poi partirà il concorso ordinario”.