La caviglia di una bambina di nove anni è stata ricostruita per la prima volta al mondo grazie all’osso di un donatore e a un chiodo “allungabile” che crescerà quindi con lei. L’operazione da record è stata realizzata dall’equipe coordinata dal dottor Raimondo Piana dell’ospedale Regina Margherita di Torino, in collaborazione con i chirurghi Marco Manfrini e Laura Campanacci dell’Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna.

La bambina, affetta da una rara forma di sarcoma osseo, potrà tornare a camminare dopo che nei giorni scorsi, a seguito della diagnosi e della chemioterapia, era stata sottoposta all’intervento di asportazione del tumore e salvataggio della caviglia, con la ricostruzione grazie a un osso omoplastico da donatore e a un chiodo allungabile.

Una tecnica innovativa quella utilizzata dall’equipe del Regina Margherita di Torino: il perno inserito per stabilizzare l’impianto permetterà infatti nei prossimi anni la regolare crescita dell’arto permettendo l’allungamento al termine della maturazione scheletrica. La chirurgia è stata pianificata nei minimi dettagli dalle due équipe di medici ed ingegneri nelle settimane precedenti.

Negli ultimi 30 anni, sottolineano inoltre al Rizzoli di Bologna, “si è vissuta la straordinaria evoluzione di nuove tecniche chirurgiche specifiche per lo scheletro infantile, riducendo drasticamente il numero di amputazioni. Tecniche diverse sono usate frequentemente in combinazione tra loro con risultati molto soddisfacenti, ma manca ancora l’esperienza sull’evoluzione a lungo termine degli impianti utilizzati”. In questo senso, la chirurgia dei sarcomi ossei pediatrici rappresenta “un ambito su cui approfondire la ricerca e favorire la presenza di una rete nazionale dei centri specialistici per trovare le soluzioni ricostruttive più adatte a ogni singolo caso”.