Due bambine di tre e cinque anni sono state lanciate e abbandonate al di la del muro confinante che divide il Messico dagli Stati Uniti d’America. L’episodio è successo nei pressi di El Paso in Texas. Secondo le autorità locali le bimbe sono dell’Ecuador e sono sorelle. A dare l’allarme sono stati gli agenti del Border Patrol che hanno visto e ripreso tutta la scena grazie alle telecamere da remoto ad infrarossi.

Le autorità locali si sono dirette subito sul luogo e hanno trovato le due bimbe proprio al bordo del muro. Gli agenti hanno ripristinato subito la situazione agendo il prima possibile sulla situazione potenzialmente pericolosa per le due bambine maltrattate e abbandonate dai trafficanti di esseri umani. Se la scena fosse sfuggita agli occhi delle guardie americane le due bimbe sarebbero rimaste all’aperto di notte, da sole nelle condizioni difficili del deserto circostante.

Come si vede dal video di sorveglianza le bambine sono state calate, una alla volta, dal muro di circa quattro metri e mezzo. C’era un uomo a terra che passava le bambine al complice arrampicato sul muro. Subito dopo hanno lanciato un oggetto, non identificato e dopo i due uomini sono scappati lasciando, senza pudore, le due minorenni in pericolo.

Le bimbe sono state portate subito dalle guardie della frontiere in ospedale dove fortunatamente hanno ricevuto il nullaosta medico in quanto non hanno subito danni alla salute. Ora sono in attesa dei servizi sanitari e umani.

Sono sconvolta dal modo in cui questi trafficanti hanno brutalmente lasciato cadere le bambine innocenti da una barriera di confine di più di 4 metri. Se non fosse stato per la vigilanza dei nostri agenti che utilizzano la tecnologia mobile, queste due sorella dalla tenera età sarebbero state esposte alle condizioni dure dell’ambiente desertico per ore –  ha dichiarato Gloria I. Chavez, agente di pattuglia capo del settore di El Paso – Attualmente stiamo lavorando con i nostri partner delle forze dell’ordine in Messico e stiamo tentando di identificare questi spietati trafficanti di esseri umani in modo da ritenerli responsabili nella misura massima consentita dalla legge“.