Almeno quattro metri tra i tavoli dei ristoranti per mantenere una distanza di sicurezza tra clienti. Dovrebbe essere questa una delle misure che prenderà l’esecutivo Conte per consentire la riapertura di bar e ristoranti a partire dal prossimo 18 maggio, una data chiave considerato il pressing fortissimo delle Regioni che chiedono di anticipare la ‘Fase 3’ già da lunedì 11 maggio. L’ipotesi, che deve passare al vaglio finale del comitato tecnico-scientifico, sembra essere essere già stata bocciata dagli operatori del settore che lamentano come una simile idea possa far chiudere di fatto il 60% dei locali.

RISTORANTI – Ma non finisce qui. Stando alle indiscrezioni riportate dal Corriere della Sera, ogni ristorante dovrà dotarsi di dispenser per il disinfettante, i locali dovranno essere costantemente sanificati e ventilati e si potrebbe chiedere anche la prenotazione obbligatoria per evitare assembramenti e file per entrare. Non dovrebbero esserci obblighi sulle protezione ai tavoli, ma per recarsi in bagno o alla cassa sarà necessario indossare la mascherina.

BAR– Misure di sicurezza ‘minori’ invece per i bar, dove la distanza tra clienti al bancone dovrà essere di un metro e 20 centimetri, con ingressi contingentati e obbligo per il personale di indossare guanti e mascherine.

SCUOLE – Sul rientro a scuola a settembre vi sono molto più scenari da considerare: in ballo vi è l’obbligo di mascherine e il divieto di assembramento all’entrata e all’uscita, con l’ipotesi di ingresso a scaglioni. Sembra essere esclusa invece l’idea della misurazione della temperatura corporea agli studenti. In una bozza del Ministero dell’Istruzione si fa riferimento invece a possibili percorsi protetti e obbligati all’interno degli istituti, con pulizia e sanificazioni di tutti gli ambienti, in particolare quelli come mense, bagni e palestre.

SPIAGGE – L’ipotesi in campo per la riaperture delle spiagge questa estate dovrebbe portare ad una distanza fra ombrelloni di 3,5 metri, mentre l’idea di ‘gabbie’ in plexiglas per separare i bagnanti registra parere discordanti tra gli stessi operatori balneari. Ogni Regione comunque spinge per regole differenziate, rivendicando le differenze tra morfologia del territorio e del tipo di spiaggia.