Bolzano fa da sé. Il Consiglio provinciale ha infatti approvato nella notte con 28 sì, 6 astensioni e un voto contrario la legge che determina le misure per il contenimento del contagio del Coronavirus e “la ripresa graduale delle libertà di movimento delle cittadine e dei cittadini, delle attività economiche e delle relazioni sociali”. Domani potranno aprire i negozi, mentre lunedì toccherà a parrucchieri, bar, ristoranti e musei.

Il documento che sarà oggi in Gazzetta Ufficiale della Regione, raccomanda una serie di misure di sicurezza come il divieto di assembramento, l’osservanza di una distanza di due metri, un adeguato rapporto tra superficie dei locali e avventori per tutte le attività economiche.

Il disegno di legge era stato approvato la scorsa settimana dalla Giunta provinciale. Dopo che la prima fase dell’emergenza è stata affrontata in modo unitario in tutto il territorio nazionale, “la Provincia vuole affrontare questa Fase 2 all’insegna dell’applicazione della nostra autonomia”, ha sottolineato il presidente Arno Kompatscher. “Al centro mettiamo la sicurezza e il senso di comunità. Questa Fase 2 e la ripartenza possono avere luogo solo se tutti si attengono alle regole. Confidiamo pertanto nell’autodisciplina e nel senso di responsabilità dei cittadini”, ha aggiunto Kompatscher.

IL GOVERNO IMPUGNA IL PROVVEDIMENTO – “Il Governo non può fare altro che impugnare il provvedimento, limitatamente alle parti in contrasto con le regole sulla sicurezza sul lavoro”. E’ quanto annunciato dal ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia dopo la decisione della Provincia Autonoma di Bolzano di anticipare la riapertura degli esercizi commerciali, in quanto il provvedimento è arrivato “in assenza delle linee guida sul lavoro“. Il ministro ha quindi sottolineato come sia “evidente “che il governo approva l’idea del riavvio graduale delle attività economiche, ma ritiene che l’autonomia, sempre rigorosamente rispettata, debba esercitarsi sempre nell’ambito del rispetto dei valori universali garantiti dalla Costituzione, primo fra tutti quello alla salute”.

LE RICHIESTE DELLE REGIONI –  Via libera al commercio al dettaglio dall’11 maggio con una settimana di anticipo rispetto alla data del 18 indicata dal Governo. E’ la richiesta che le Regioni hanno fatto al governo nel corso della Conferenza delle Regioni, che si è riunita ieri pomeriggio in videocoferenza. Tra istanze dei governatori, anche che il 18 maggio sia data possibilità alle Regioni di disporre delle restanti aperture con proprie ordinanze.

Il governatore della Liguria Giovanni Toti detta la linea su Twitter. “Se le nostre richieste non dovessero essere accolte – ha spiegato Toti – considereremo lese le prerogative delle Regioni. D’altra parte, è quanto deciso stamattina dalla cancelliera Angela Merkel in Germania” .

Ieri anche il governatore del Veneto, Luca Zaia, aveva annunciato che il Veneto, dopo aver applicato misure severe fin dall’inizio dell’epidemia, adesso “è pronto a aprire tutto e subito” anche alla luce del “calo dei pazienti ricoverati e in terapia intensiva”. “Il quadro epidemiologico e sanitario è cambiato completamente – ha spiegato Zaia – E quindi in Conferenza delle Regioni il Veneto chiederà l’autonomia per poter procedere alle riaperture prima possibile, ovviamente fatto salvo il giudizio del Comitato tecnico scientifico”. “Spero quindi che dalla conferenza dei presidenti di Regione oggi esca una richiesta al governo di rivedere le date previste dal Dpcm – era il suo auspicio – per noi il primo giugno è un’era glaciale, è assolutamente inopportuna”.

Parole a cui ha fatto eco il presidente del Friuli Venezia Giulia, il leghista Massimiliano Fedriga. “Trovo personalmente molto difficile giustificare la scelta del governo di permettere l’apertura a aziende con tremila dipendenti e imporre la chiusura a un negozio di borsette – ha detto -. Così si va a infierire su categorie piccole e piccolissime che chiedono di aprire bottega per mantenere la famiglia”. Oltre all’apertura anticipata dei negozi e la possibilità di disporre le ulteriori aperture dal 18 maggio con ordinanze proprie, Fedriga ha ribadito che il governo deve indicare regole precise per permettere alla fase 2 di decollare in piena sicurezza.

Richieste frenata dal governo col ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia: “Serve prudenza. I dati del monitoraggio del ministero della Salute arriveranno a partire dall’11 maggio, bisogna aspettare le linee guida dell’Inail e gli accordi con le parti sociali per tutelare i lavoratori”. Il ministro degli Affari regionali, ha poi concesso che dall’11 maggio avverrà l’esame dei dati del monitoraggio del ministero della Salute sul contagio da Covid-19. dati in base ai quali il 18 maggio ci potranno essere possibili differenziazioni tra Regione e Regione nelle riaperture (bar, ristoranti, parrucchieri, centri estetici), che avverranno anche in base alle linee guida dell’Inail.