Silvio Berlusconi avrebbe commentato con un “meglio così” il passaggio da Forza Italia alla Lega dei deputati Laura Ravetto, Federica Zanella e Maurizio Carrara.  “Ormai da tempo avevano un piedi fuori da Fi” ha aggiunto l’ex presidente del Consiglio spiegando che chi non crede più e non conosce lealtà nei confronti del partito e degli elettori che lo hanno eletto è meglio che se ne vada lasciando spazio a energie nuove e a chi ha voglia di fare.

Giornata di forti tensioni nel centrodestra, rientrate, almeno dalle dichiarazioni ufficiali, in serata, anche se lo strappo è più che evidente. Dopo le accuse dei tre ‘traditori’ dei troppi ammiccamenti di Forza Italia al Partito democratico e al governo Conte decidendo così di sposare la “rivoluzione liberale” del partito di Matteo Salvini, Berlusconi è intervenuto allontanando le accuse di inciuci: “Per questo vorrei che non si parlasse più di queste meschinità – e tantomeno di presunti scambi di favori ovviamente impossibili – e si parlasse invece di quello che stiamo provando a fare per salvare le imprese, per tagliare la burocrazia, per sospendere il pagamento delle tasse, per aiutare le famiglie e la scuola e naturalmente per potenziare con il Mes il sistema sanitario e retribuire meglio medici e infermieri”.

“Questo è il senso della nostra disponibilità a collaborare – aggiunge – nello spirito dei richiami del Capo dello Stato ad un’unità sostanziale della Nazione. Forza Italia è unita su questa linea di responsabilità istituzionale e di chiarezza politica da cui chiaramente discende che mai parteciperemo ad un governo con forze politiche per noi totalmente incompatibili, che io stesso ho indicato da giorni e che è stata ribadita anche ieri in modo unanime dal Comitato di Presidenza”, conclude.

Poi arriva la chiusura totale ai rumors su un ingresso in maggioranza: “Forza Italia non ha ovviamente alcuna intenzione di partecipare a maggioranze o governi con forze politiche incompatibili, ma sente il profondo dovere di assumersi le responsabilità verso la Nazione che derivano dal momento gravissimo che l’Italia sta attraversando, la peggiore crisi sanitaria ed economica dalla fine della Seconda Guerra Mondiale”.

“Forza Italia – ricorda Berlusconi – è un soggetto fondante del centrodestra e io ho sempre lavorato per l’unità della coalizione”, premette il leader azzurro per poi rivendicare il ruolo determinante del suo partito, unica voce moderata della coalizione: ”I nostri alleati sanno benissimo che senza Fi -e senza le altre forze politiche di centro- non avremmo un centro-destra, ma una destra isolata in Italia e in Europa”.

Parole rassicuranti anche da Salvini: “Lavoro con tutto il centrodestra per una coalizione unita e concreta, capace di curare e proteggere gli italiani. Non ho tempo per polemiche politiche o inciuci”.

LO STRAPPO – Nei giorni scorsi, tuttavia, le tensioni non sono mancate: “L’appello di Mattarella è alla collaborazione – sottolinea Salvini – non agli inciuci o ai rimpasti, mi sembra che per Pd, 5Stelle, Renzi e a leggere anche per qualche pezzo di Forza Italia si stia parlando di posti, non di cose da fare”. E non si placa quando rileva su Silvio Berlusconi una “ambiguità” che – dice il leghista dando un tocco di retorica – “non voglio pensare sia riconducibile a uno scambio di interessi e di favori politici e aziendali. Mediaset non ha bisogno di aiutini”.

Il Capitano non è mai stato così duro contro l’uomo di Arcore, con cui ha sempre risolto problemi e incomprensioni con faccia a faccia – coperti dal totale riserbo – da cui poi la coalizione ne usciva se non rafforzata, almeno unita. Il leader azzurro, dal canto suo, sottolinea che il partito di piazza San Lorenzo in Lucina non solo è “parte integrante del centro-destra ma ne è il soggetto fondante” e, senza, la coalizione non esisterebbe, perché ridotta a “una destra isolata in Italia e in Europa, non in grado né di vincere le elezioni, né di governare il paese, esattamente come avviene in Francia per il Front National”.Il Cav torna con forza a ribadire che non ha alcuna intenzione di partecipare a governi e maggioranze “con forze politiche incompatibili, ma sente il profondo dovere di assumersi le responsabilità verso la Nazione che derivano dal momento gravissimo che l’Italia sta attraversando”.

E con un colpo di fioretto, come solo un politico navigato sa fare, prende le distanze da quello che definisce ‘teatrino della politica’, trovando “offensivo” verso il paese che soffre, “discutere di questo “. Infine definisce “irresponsabile” chi alimenta questa discussione, per giunta perdendo tempo “in piccole manovre parlamentari” come trattative sotto traccia per salvare la maggioranza per avere in cambio una norma ‘salva Mediaset’.

La sostanza insomma non cambia: il centrodestra ha bisogno di Fi se veramente vuole non solo arrivare al governo nel 2023, ma anche conquistare città importanti come Roma e Milano, che il prossimo anno andranno al voto. L’uomo di Arcore questa volta mostra il laccio a cui tiene stretto il collo della coalizione e Salvini è costretto a chiudere in serata la vicenda con una nota telegrafica: “Lavoro con tutto il centrodestra per una coalizione unita e concreta, capace di curare e proteggere gli italiani. Non ho tempo per polemiche politiche o inciuci”.Il vaso alla fine non si è rotto, ma qualche crepa l’ha mostrata. A dispetto “del tutto bene madama la marchesa” , ritornello alla fine di ogni vertice di coalizione. Il Cav non ha intenzione di abbandonare la linea adottata nelle ultime settimane, che segna una evidente presa di distanza dal ‘sovranismo‘, o ‘populismo‘ che sia, che ha mostrato tutto il suo fallimento proprio oltreoceano, come dimostra la sconfitta di Donald Trump negli Usa. Non ultimo – e qui Berlusconi pensa di aver dato vita a una vera e propria opera d’arte – la sua veste istituzionale ha fato da ‘disturbatore’ nel governo guidato da Giuseppe Conte, mostrando tutte le incoerenze di un esecutivo ormai – è il ragionamento – arrivato al ‘capolinea’.