5 marzo 1871 – Nata in Polonia, poi naturalizzatasi tedesca, Rosa Luxemburg si istruì da autodidatta prima e in un liceo femminile poi, dove entrò a far parte del gruppo rivoluzionario clandestino, Proletariat. Nel 1889, lasciò Varsavia, superando la frontiera austro-ungarica nascosta in un carro da fieno. Si stabilì quindi a Zurigo, dove nel 1897 si laureò in Giurisprudenza. A seguito della sua adesione al marxismo, si scoprì atea e conobbe il rivoluzionario Leo Jogiches, con il quale ebbe una relazione fino al 1907. La linea politica della «Sprawa Robotnicza» (La Causa Operaia), la rivista della quale Luxemburg era direttrice dal 1894, contrastò il programma del Partito Socialista Polacco (PPS) che chiese e ottenne, durante il III Congresso dell’Internazionale socialista del 1893, l’invalidazione del mandato di Rosa Luxemburg. Inimicatisi il PPS, Luxemburg con Jogiches, Marchlewski e Warszawski fondò clandestinamente la Socialdemocrazia del Regno di Polonia (SDKP), nel marzo 1894. Il loro obiettivo: una Costituzione democratica per l’intero Impero russo con autonomia territoriale per la Polonia, insieme ai socialdemocratici russi.

2 novembre 1898 – Al IV Congresso dell’Internazionale, Rosa Luxemburg presentò una mozione in cui negava che un programma socialista potesse accogliere temi nazionalistici. La sua battaglia contro il nazionalismo polacco la portò a trasferirsi in Germania, entrando nel più grande partito socialista d’Europa con Kautsky, Bebel e Liebknecht. In Germania, Luxemburg intervenne contro le tesi revisionistiche di Eduard Bernstein, autore di articoli che giudicavano superate molte indicazioni di Marx e condusse la lotta contro il revisionismo con estrema fermezza, anche quando nel settembre del 1898, si trasferì a Dresda alla direzione di un quotidiano. Pochi mesi più tardi, il 2 novembre, fu costretta a dimettersi dall’incarico, per le polemiche sul revisionismo, nelle quali perse l’appoggio dei suoi redattori. Nello stesso anno pubblica anche una serie di articoli sulla necessità di condurre una lotta politica contro il militarismo, in vista di una trasformazione del tradizionale esercito professionale in milizia popolare.

28 giugno 1916 – Allo scoppio della Prima guerra mondiale, Luxemburg fece parte del fronte pacifista, creando nel 1915 con Karl Liebknecht, il Gruppo Internazionale, che sarebbe poi diventato la Lega Spartachista. Il 28 giugno 1916 i due furono arrestati dopo il fallimento di uno sciopero internazionale e condannati a due anni di reclusione, (Luxemburg era già stata in carcere per un intero anno). Durante questo lungo periodo continuò a scrivere quelli che sono diventati alcuni dei suoi articoli più noti. Due anni più tardi, partecipò alla Rivoluzione tedesca del novembre 1918, che portò alla trasformazione dello Stato tedesco in una Repubblica democratica e parlamentare, e nei due mesi successivi contribuì a fondare il Partito Comunista di Germania.

15 gennaio 1919 – Durante la Rivolta del gennaio del 1919, Luxemburg fu rapita e assassinata dai Freikorps, i gruppi paramilitari del governo. Il suo corpo, gettato in un canale, fu recuperato e sepolto nel cimitero di Friedrichsfeld. Lo stesso cimitero che nel 1935 fu raso al suolo dai nazisti, disperdendone i resti dei sepolti. Nel 1922, dopo la morte fu pubblicata La rivoluzione russa. Un esame critico, una breve opera scritta durante il periodo della sua carcerazione nel 1918, all’interno del quale Luxemburg esalta il coraggio dei bolscevichi contrapponendolo alla pusillanimità dei socialdemocratici tedeschi, criticando le scelte compiute da Lenin dopo la Rivoluzione d’ottobre.