Per 4 giorni di una mezza estate, gli italiani si sono indignati per la storia del bonus di 600 euro usufruito da alcuni parlmanetari di schieramenti diversi. Una notizia trapelata dal quotidiano Repubblica, che ha aperto due fazioni nel Bel Paese: quella degli indignados e quella dei protettori della privacy.

Quello che in gergo informatico è definito Data Breach, come sottolineato dal data journalist Livio Varriale, ha coinvolto l’Istituto Nazionale Previdenza Sociale visto che le informazioni sono emerse sui giornali senza una procedura di accesso agli atti effettuata dalla stessa Repubblica. Nel mentre l’Italia chiedeva a gran voce i nomi, l’appena nominato Garante della Privacy ha dato il via libera alla pubblicazioni dei nominativi, tranne nel caso in cui emerga una situazione di indigenza. Tra l’altro nel mese di settembre i cittadini italiani sono chiamati a votare in favore o contro la riduzione del numero di parlamentari. Tempismo perfetto per invogliare i cittadini a recarsi nei seggi. Altro dato da non trascurare è che coloro che hanno avuto accesso al fondo INPS non solo erano legittimati a farlo, ma era stato lo stesso istituto di previdenza messo sul chi va là per verificare che al bonus IVA non accedessero anche i Parlamentari, precisiamolo, legittimati.

TREND

La piazza social si è scatenata e su Twitter sono stati pubblicati in appena tre 5 giorni 26,082 tweets con 327,959 like, 80,827 retweet, 8,754 citazioni e 43,074 interazioni analizzando le parole chiave bonus600euro, Tridico, vergogna, INPS, IVA, fuoriinomi, bonus600 e trovateunascusamigliore. Tanto quanto basta per monopolizzare l’opinione pubblica su un argomento estivo e strumentale all’appuntamento di settembre con il voto referendario sul taglio dei parlamentari.

TOP TWEETS

l’ex Iena Luca Bizzarri ha ottenuto più di 6.000 like con il suo tweet la “Vergogna ed il Gabibbo” chiede le dimissioni di Tridico per la fuga di notizie. @VujaBoskov e @giuliaselvaggi anticipano con ironia le scuse messe in campo dai parlamentari che hanno ottenuto il bonus grazie ai commercialisti zelanti ed intergerrimi. Tra i due, al terzo posto, svetta Matteo Salvini che grida alla vergogna per chi ha chiesto il bonus, due parlamentari della lega risultano già sospesi e invoca le dimissioni di Tridico. @ricpuglisi propone di pagare i colpevoli non più 12.000 al mese, bensì 600 mentre @Pberrizzi invita i fruitori del bonus a guardare le foto di una Bergamo martoriata in piena emergenza per provare vergogna del gesto incriminato dalla pubblica piazza.

MENZIONI

Chi sono i personaggi famosi più coinvolti dal pubblico social? Spicca su tutti l’INPS promotore del bonus da 600 euro per le partite IVA, la Repubblica, autrice dello scoop, e gli attori politici Salvini, Zingaretti, Conte e Di Maio. Guido Crosetto presente in qualità di opinionista mentre Italia Viva supera un Renzi poco coinvolto nel dibattito nonostante pare sia presente anche un componente del suo partito tra i 5. La piattaforma change.org è stata tirata in ballo da una petizione del Fatto che ha chiesto a gran voce la pubblicazione dei nomi.

HASHTAGS

Gli argomenti chiave di questi giorni sono stati quelli monitorati con #fuoriinomi che svetta su tutti e rappresenta il mal di pancia di un paese che non ama da tempo la classe politica, seguono #bonus600euro e #inps, ma la presenza al quarto posto dell’hastag #trovateunascusamigliore fa comprendere che l’importante per la piazza di Twitter non è tanto discutere, ma esaurire in poco tempo il proprio stato d’animo per passare ad un’altra tendenza. Dopo aver imprecato a ragione o a torto sulla vicenda, come questa si sia conclusa non è più d’interesse per l’immediatezza con cui i social dibattono l’attualità, trovando sempre un colpevole o un pretesto per mettere contro le svariate anime del Bel Paese.