Era il 2 novembre 2015 quando Shpetim e Teuta Pasho, 62 e 60 anni, andarono a prendere il loro figlio Taulant, 28enne, in uscita dal carcere di Sollicciano. Cinque anni dopo i cadaveri dei due genitori sono stati trovati fatti a pezzi, divisi in due valigie, in un campo tra il carcere e la superstrada Firenze-Pisa-Livorno. L’abbraccio con il figlio, che all’epoca aveva appena finito di scontare 4 anni per spaccio, potrebbe essere stato l’ultimo prima di morire. Adesso gli investigatori di mezzo mondo cercano Taulant, 33 anni, perché sarebbe stato l’ultimo ad averli incontrati prima che morissero.

Per gli investigatori potrebbe essere proprio il ragazzo la chiave di svolta del misterioso e cruento omicidio dei due coniugi albanesi. Taulant è latitante da 4 anni: dopo la scomparsa dei genitori è stato nuovamente arrestato perché trovato in possesso di 6 kg di marijuana. Proprio ieri sera è stato trovato un quarto bagaglio sempre nello stesso campo. All’interno ancora resti di un cadavere fatto a pezzi, quello che la Scientifica ha individuato essere di Shpetim, anche questa volta saponificato per mancanza di ossigeno.

Le quattro valigie sono state trovate in luoghi impervi del campo, difficilmente trasportate a mano lì. L’ipotesi è che siano state lanciate dall’alto, dall’autostrada e lì abbandonati finchè il pensionato, proprietario del campo, non li ha trovati.

Le indagini, condotte dai carabinieri del nucleo investigativo al comando del tenente colonnello Carmine Rosciano, seguono più piste. E tra queste c’è anche quella di una vendetta nei confronti di Taulant, un figlio problematico, che avrebbe potuto avere contatti con la criminalità organizzata. Secondo Saverio Fortunato, rettore dell’Istituto italiano di Criminologia, dietro l’orribile rituale dello smembramento dei corpi e delle valigie ci sarebbe un messaggio indirizzato alle persone vicine alle vittime, parenti, familiari o amici.

Resta ancora da capire la dinamica dei fatti, se Taulant è stato davvero l’ultimo a incontrare i coniugi e se avesse saputo cosa era accaduto ai genitori. Inoltre, quanto sapevano le due sorelle che per ultime avevano parlato al telefono con la loro mamma? Il giallo si infittisce sempre di più.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.