Uno stravagante clima natalizio si abbatte sull’Italia con picchi di strenezze tra Torino e Venezia. A Torino il Natale è primaverile. I termometri per effetto dei venti di foehn nella notte sono improvvisamente schizzati fino a 17-19 °C su fondovalle e pianure pedemontane del Torinese, Torino compresa. Per il capoluogo e il suo hinterland la notte di Natale appena trascorsa è stata la più calda da oltre due secoli e mezzo, con 17.8 °C all’Osservatorio di Moncalieri della Società Meteorologica Italiana e 17.5 °C a Torino-Consolata (Arpa Piemonte).

TORINO – L’effetto del foehn è durato poche ore (tra le 22 e le 02), poi le temperature sono rapidamente scese con valori minimi intorno ai 3-5 °C questa mattina. Il vento nella notte ha soffiato impetuoso nelle vallate con raffiche sui 90-100 km/h nei fondovalle, oltre i 120 km/h in quota (105 km/h a Susa, 128 km/h a Sestriere sul Fraiteve, 174 km/h sulla Gran Vaudala sopra Ceresole Reale, dati Arpa Piemonte).

Oggi ancora vento forte sulle Alpi e condizioni ovunque soleggiate e miti, ma nei prossimi giorni con il ritorno dell’alta pressione il vento si placherà anche in montagna dando il via a un periodo di tempo stabile. Le giornate continueranno così a presentarsi generalmente soleggiate, con marcate condizioni di inversione termica e temperature in calo in pianura (ma sempre sopra la media di fine dicembre nonostante il ritorno di lievi gelate nelle ore notturne) e primaverili ad alta quota con lo zero termico oltre i 3000 metri nel fine settimana. Nessuna novità dalle previsioni almeno fino ai primi giorni del nuovo anno.

VENEZIA – La mattina di Natale a Venezia inizia con la marea che ha raggiunto 119 cm alle 8.05. Questa notte si prevede un massimo di 100 cm a trenta minuti dopo la mezzanotte del 26 dicembre. È quanto si apprende dall’ultimo bollettino del Centro previsioni e segnalazioni maree del Comune di Venezia. L’acqua alta ha raggiunto i 139 cm alle ore 8.45 del 24 dicembre.

REGIONI IN EMERGENZA – In Emilia-Romagna l’emergenza è passata e l’unica preoccupazione rimane nel Ferrarese, nel delta del Po, dove è stata confermata l’allerta arancione a Natale per il transito della piena fra Pontelagoscuro, alle porte di Ferrara, e il mare. L’altro timore è a Bondeno, sul fiume Panaro, affluente del Po, per effetto di rigurgito della piena del fiume. Sono invece rientrate in casa le cinque famiglie sfollate dopo lo smottamento a Gussago, in provincia di Brescia. A Napoli il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità una mozione con cui si chiede all’amministrazione “di attivare le procedure formali per il riconoscimento dello stato di calamità naturale per l’intero territorio comunale” e che chiede al Governo “l’istituzione di una unità di crisi presso la Protezione civile nazionale per interventi straordinari sulle alberature”.