Ai camionisti e autisti stranieri senza Green Pass o vaccinati con sieri non riconosciuti in Italia sarà permesso il transito e la sosta. Quindi all’ingresso in Italia degli autotrasportatori provenienti dall’estero in linea con le cosiddette “corsie verdi” continuano ad applicarsi fino al 31 dicembre le disposizioni contenute nel Dpcm 2 marzo 2021. I vaccini riconosciuti e approvati dall’Agenzia Europea del farmaco e dall’Agenzia Italiana del Farmaco sono Pfizer-BioNTech, Moderna, Vaxzevria ex AstraZeneca e Johnson&Johnson.

A questi lavoratori sarà dunque consentito, come già previsto dalle regole vigenti, esclusivamente l’accesso ai luoghi deputati alle operazioni di carico/scarico delle merci a condizione che dette attività vengano svolte da altri. Le disposizioni sono contenute in alcuni chiarimenti predisposti dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (Mims) e dal Ministero della Salute che hanno emanato una nota di chiarimento sulle disposizioni in materia di certificazione verde Covid-19 (Green Pass) per i settori del trasporto marittimo e autotrasporto delle merci al fine di contenere e gestire l’emergenza epidemiologica.

Per il trasporto marittimo chi si trova già a bordo il 15 ottobre e non è in possesso di green pass (o di altre certificazioni per vaccinazioni riconosciute dall’Ema o di vaccinazioni riconosciute equivalenti con circolare del Ministero della salute) continua il periodo di imbarco e deve essere sottoposto, in caso di sbarco nel territorio italiano e successivo rientro a bordo, come previsto dalle normative su green pass, a test molecolare o antigenico con risultato negativo al virus SARS-CoV-2.

Alta tensione in tutto il Paese per domani, quando entrerà in vigore l’estensione del Green Pass – il certificato che prova la vaccinazione, il tampone negativo o la guarigione dal coronavirus. annunciati scioperi e blocchi a oltranza. La categoria sulle barricate è quella dei portuali, in particolare a Trieste – che hanno comunque aperto a una proroga dell’entrata in vigore al 30 ottobre, che potrebbe essere una strada per trovare una soluzione.

Secondo Trasportounito i maggiori costi deriveranno dalla mancata produttività degli autisti che non saranno più impiegabili (e non sostituibili per carenza di personale). Per il segretario generale Maurizio Longo, “mancheranno all’appello circa 80.000 conducenti distribuiti su 98.000 imprese iscritte all’albo; ciò determinerà ritardi delle consegne, circa 320.000 ore/giorno in più rispetto allo standard giornaliero”.

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