Nascosti per interi giorni all’interno di una scuola media del Parco Verde di Caivano, con in braccio un kalashnikov, in attesa del momento giusto per uccidere il boss Antonio Ciccarelli. La vicenda risale al 2013 ed è stata ricostruita da Carlo Oliva, diventato intanto collaboratore di giustizia: nello scontro tra due fazioni rivali, era stato incaricato di uccidere il ras Ciccarelli dal capo del gruppo opposto Massimo Gallo.

Per questo motivo si era barricato insieme ad altri uomini nell’istituto con alcuni fucili, in un periodo in cui non era frequentato da docenti e studenti. Il piano fu poi annullato – come ricostruito dagli investigatori – dall’intervento del boss Nicola Sautto, che trovò il modo di superare le frizioni tra i due clan, consentendo al mandante dell’omicidio la gestione di una piazza di spaccio fuori dal Parco Verde di Caivano.

Il retroscena emerge da un’indagine che ha preceduto quella grazie alla quale oggi i carabinieri di Castello di Cisterna e la Dda hanno assestato un duro colpo al clan Sautto-Ciccarelli, che controllava “la più grande piazza di spaccio dell’Europa occidentale”, arrestando 49 soggetti ritenuti vicini al clan e gravemente indiziati di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, reati aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose.

Non sapendo di essere intercettato, Gallo aveva anche disposto telefonicamente l’omicidio di uno degli inquilini del Parco che si era lamentato dell’incessante attività di spaccio, dichiarando poi di volerlo “sciogliere nell’acido”. Era convinto che avesse denunciato gli illeciti, e temeva che questo avrebbe minato la sua piazza. Le minacce hanno reso necessaria un’accelerazione dell’arresto, visto che la vasca in cui immergere il corpo era anche stata già predisposta. L’uomo aveva anche subito diversi avvertimenti: gli avevano picchiato il genero e dato fuoco a due auto, dopo aver anche tentato di incendiargli la casa.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.